Consiglio Generale Cisl – Relazione approvata all’unanimità

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Bisaccia – In mattinata, presso il Castello Ducale di Bisaccia, si è riunito il Consiglio Generale della Cisl Irpina. La relazione del Segretario Generale Mario Melchionna ha analizzato i punti relativi alla situazione politico-sindacale, soprattutto l’analisi delle diverse questioni legate alla nuova manovra finanziaria, alla decisione del governo di anticipare bruscamente entro il 2012 l’equiparazione dell’età per la pensione di vecchiaia di uomini e donne a 65 anni; alla vertenza Irpina, che vede tantissime aziende del nostro territorio versare ancora in gravi difficoltà; all’emergenza sanità, dettata dalla pubblicazione del nuovo piano ospedaliero che prevede un grave ridimensionamento dei presidi sanitari, non sempre razionalmente comprensibili; al delicato tema della disoccupazione; al percorso unitario e condiviso dalle Organizzazioni sindacali, le parti sociali, Imprenditoriali, la Politica, per costruire insieme il Patto per lo sviluppo e l’occupazione.
Presenti per l’occasione il Segretario Generale Regionale Lina Lucci e il Segretario Confederale Annamaria Furlan.
“La scelta della sede – si spiega nel documento conclusivo – ha voluto rappresentare un atto di sensibilità e solidarietà dovuto alla comunità di Bisaccia e a tutte le comunità dell’Alta Irpinia che, a causa dei recenti tagli alla spesa sanitaria della Regione Campania, si sono viste privare di un diritto inviolabile, il diritto alla salute e all’assistenza sanitaria. Quello che rimane difficile da comprendere è perché le scelte siano sempre a discapito dell’Irpinia”.
Secondo la Cisl Irpina, in linea con la posizione della Cisl confederale, “la manovra del governo va valutata nel contesto della difesa della stabilità dell’UE e della fragilità dell’Italia per l’enormità del suo debito pubblico. E’ decisiva la fiducia dei mercati finanziari, come condizione essenziale per tutelare, con il bene comune del Paese, il lavoro, i salari e le pensioni, il welfare. La manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011/2012 è stata tempestiva; nel merito essa va valutata in modo articolato e su alcuni aspetti è da modificare”.
“Considera particolarmente grave il blocco dei contratti nazionali del pubblico impiego e della sicurezza, e ritiene che vada salvaguardata la contrattazione integrativa decentrata su efficienza, produttività, economie di gestione delle pubbliche amministrazioni.
Occorre riconsiderare il processo di soppressione degli istituti individuati all’articolo 7, con particolare riferimento all’ISPESL e preservare le peculiari identità e funzioni, garantite da un patrimonio di competenze professionali”.

Il Segretario Confederale Annamaria Furlan valuta come positivi alcuni interventi della manovra volti alla crescita, in particolare il miglioramento della detassazione e decontribuzione del salario di produttività contrattualizzato, l’avvio della fiscalità di vantaggio per il sud, l’istituzione di zone a burocrazia zero, ma sottolinea la necessità di fare di più.
La Cisl è contraria alla decisione del governo di anticipare bruscamente entro il 2012 l’equiparazione dell’età per la pensione di vecchiaia di uomini e donne a 65 anni, in ottemperanza alla richiesta della commissione Ue.
Secondo la Cisl Irpina , l’innalzamento dell’età per la pensione di vecchiaia già dal 1° gennaio 2012 scardina il principio di gradualità giustamente previsto dalla normativa precedente, ma soprattutto toglie certezza all’orizzonte di vita di quasi 10 mila donne che dovranno affrontare un cambiamento radicale rispetto ai loro piani lavorativi e familiari, visto che delle 32.300 donne che da qui al 2017 avrebbero maturato i requisiti per la pensione, non più di 22.500 li maturerebbero con la nuova proposta del governo.

In merito alla decisione del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia di prevedere un aumento delle aliquote Irap ed Irpef per la Regione Campania, la Cisl regionale, nella persona del suo Segretario Generale Lina Lucci esprime il suo disappunto, sottolineando che “le famiglie e le imprese sono allo stremo. Non si possono scaricare su chi lavora gli sprechi e la cattiva gestione della politica.
La politica e le istituzioni hanno l’obbligo di intervenire per indicare un percorso che neutralizzi questo ulteriore inasprimento fiscale. Il dovere della Cisl è di lavorare per uscire dalla crisi, attraverso politiche attive per il lavoro, puntando sull’integrazione e sul reinserimento e sul sostegno”.

Preoccupazione è stata espressa dalla Cisl rispetto alla situazione di incertezza che stanno attraversando le aziende in difficoltà nella nostra provincia, di tutti i settori produttivi, a partire dalla Fma, Irisbus, Euroservizi, Consorzio Agrario, Lavorint, Arpac, Asm, Tecnostampi, Cablauto, Fallimento Cdi, Alvi, Despar, Saira, Comunita’ Montane e tante altre Aziende in grandi difficoltà del settore della Concia e del Tessile.
“L’accordo sottoscritto tra le organizzazioni sindacali e i vertici di Fiat è una condizione necessaria per rilanciare lo stabilimento di Pomigliano D’Arco, attraverso la costruzione di un nuovo Welfare che contemperi modernizzazione e solidarietà. Questa sinergia tra Fiat, Regione, Sindacato e lavoratori può essere un occasione di rilancio, non solo di Pomigliano, ma dell’intero territorio”.
E’ proprio sulla Fma che la Cisl e la Fim da mesi chiedono ai vertici aziendali e alle istituzioni, certezze sul futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento di Pratola Serra. Ma fino ad oggi non è arrivata nessuna risposta concreta.
Pertanto è una conseguenza “inevitabile” che i migliori cervelli delle nostre zone siano condannati alla fuga, per ottenere ed esercitare una professione adeguata alle proprie aspettative, per conquistare un lavoro dignitoso che li metta in condizione di affermarsi. La scarsità di un lavoro degno, la carenza di alloggi abitativi,l’emigrazione, il ricatto delle clientele politico-elettorali, la crescente precarizzazione dei contratti di lavoro e più in generale della stessa esistenza, l’assenza di tutela e diritti: queste sono tra le cause più drammatiche e strutturali che producono il disagio materiale ed esistenziale dei nostri giovani.

Secondo la Cisl Irpina occorre un’adeguata e funzionale rete d’emergenza territoriale, il potenziamento dei servizi sanitari, miglioramento e non il risparmio dei servizi, efficacia ed efficienza delle prestazioni sanitarie. L’eventuale riconversione dei presidi ospedalieri deve prevedere la realizzazione delle strutture residenziali per disabili, anziani e pazienti psichiatrici. Nella stesura dei piani sanitari ospedalieri e territoriali è fondamentale la concertazione e la condivisione delle decisioni con le parti sociali, comuni e ASL.
“È importante che venga lenita la condizione di marginalità geografica dell’Alta Irpinia, a partire da Bisaccia, attraverso l’implementazione di una serie di strutture dipartimentali ed emergenziali, supportate da figure professionali che coprano il servizio sanitario dell’emergenza; chiediamo un potenziamento del pronto soccorso, affinché venga dotato di tutti i crismi, e che sia efficiente e funzionale. Ambulatori che rispondano anche alle emergenze materno infantili e un pronto soccorso funzionante ed efficiente è la risposta all’emergenza territoriale di cui questa gente necessita. Bisogna incrementare la Sanita’ Territoriale aumentandone i fondi e le risorse per l’assistenza domiciliare e ridurre le spese esagerate per i grandi Ospedali che non erogano servizi professionali ed efficaci”.
Secondo la Cisl Irpina, la zona industriale del Calaggio può e deve promuovere sviluppo e occupazione! La crisi Nazionale ha fatto esplodere le contraddizioni di un insediamento privo di una tradizione industriale consolidata, aziende quasi tutte finanziate interamente con soldi pubblici, di cui oltre il 60% sono fallite: Bulloneria Meridionale, Mulat, Seva Nylon, TEC_IN, Merifil, Ingred, in particolare Tre Torri, Sorma e Mira Lanza, aziende finanziate e mai insediate. Un esempio di eccellenza: la Omi e la Italpack. “A Calaggio siamo a circa 300 mt sul livello mare, con un collegamento Autostradale Strategico, non solo tra due grandi Porti, Napoli e Bari, ma anche aeroporti e raccordo di grandi collegamenti viari tra le due coste, oltre che per l’oriente e l’est Europa. Manca un Piano Industriale Regionale, manca una legge di raccordo, tra l’intervento pubblico ed i fallimenti, manca un raccordo serio tra Regione, Asi, Province e comunità locali. Occorre considerare l’importanza strategica sia territoriale, che Regionale che tale area riveste”.

La Cisl Irpina chiede alla Regione Campania di garantire la copertura finanziaria per le opere infrastrutturali nel nostro territorio a partire dalla Piattaforma logistica in Valle Ufita e dalla strada Lioni-Grottaminarda.
La Cisl Irpina sollecita alla Regione Campania il finanziamento degli Accordi di Programma sottoscritti al fine di creare ulteriori posti di lavoro e di aumentare il livello di conoscenza e di professionalizzazione attraverso percorsi di riqualificazione. (automotive, aerospaziale, agroalimentare, agrodolciaria, informatica, bioedilizia).

“Alla luce di questa situazione così drammatica, senza alcuna prospettiva di miglioramento o quantomeno, nessuna soluzione a breve termine, che ponga fine ai tantissimi problemi irrisolti nel territorio della nostra Provincia e alle numerose vertenze ancora aperte, che da mesi riempiono le prime pagine dei quotidiani locali, si rende necessario un vero e proprio Piano per lo sviluppo”.
La Cisl Irpina crede fermamente che le questioni possano essere risolte unicamente attraverso la condivisione degli obiettivi da raggiungere e una grande sinergia di azione tra Organizzazioni Sindacali, Associazioni Datoriali, Istituzioni e Politica, serve un “Patto per l’Irpinia per il lavoro e lo sviluppo”.

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