Ospedale Bisaccia – Alaia: “Pronti a forme più incisive di protesta”

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Ancora sussulti da parte del sindaco di Sperone Salvatore Alaia che sul fronte della vicenda del piano sanitario regionale si dichiara irriducibile e oltranzista comunicando che è nuovamente pronto, insieme ad altri amministratori e rappresentanti dei comitati civici, a porre in essere qualsiasi atto, anche estremo, pur di impedire lo ‘smantellamento’ della struttura ospedaliera di Bisaccia.
Si è detto infatti deluso e amareggiato, Alaia, “per l’iniquità di scelte formulate con gratuita violenza politica sintomatica di un’inesistente considerazione per un territorio rispettoso delle istituzioni democratiche ma irriducibile e orgoglioso”. “La politica seria – ha dichiarato – è strutturata su primati nobili e non sull’arroganza e la tracotanza che sono fattori estranei alla cultura dei valori dell’etica e che offendono la sensibilità e le intelligenze della gente onesta che popola il territorio irpino e quello di Bisaccia. La chiusura dell’ospedale peserà come un macigno sulla coscienza della classe politica regionale che in questi anni si è distinta solo per l’indifferenza rispetto ad una vicenda che merita ben altra attenzione. Questi signori non sono degni rappresentanti dei territori e dovrebbero vergognarsi”.
Alaia intende ancora una volta inviare agli organi regionali un messaggio molto chiaro affinchè “nessuno si permetta di farsi sfiorare dal pensiero di toccare il presidio ospedaliero di Bisaccia che necessita invece di un potenziamento e di interventi diretti a migliorare l’offerta sanitaria a sevizio della comunità locale, promettendo sin da ora una battaglia dura prima di rassegnarsi ad una decisione iniqua ed ingiusta. Appare quindi inevitabile nel rispetto delle sensibilità delle figure istituzionali, sindaci ed amministratori che avevano mostrato una significativa e ragionevole apertura per una soluzione di grande responsabilità dal punto di vista socio-sanitario, attuare nuove iniziative e forme di protesta civile molto più incisive rispetto a quelle poste in essere fino ad oggi. Il nostro non vuole essere un diktat ma occorre dare senso e seguito ad un percorso soprattutto per il rispetto verso la gente di cui siamo legittimi rappresentanti”.

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