Avellino – Comune: i chiarimenti di Leonida Gabrieli

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Gli ultimi avvenimenti, sia in Consiglio Comunale che fuori, hanno dato luogo ad equivoci ed illazioni, sulle quali, secondo il consigliere Leonida Gabrieli, non è stata fatta dovuta chiarezza da parte degli stessi protagonisti, le cui posizioni sono state sovrapposte quasi fossero analoghe od omologhe. “Francamente- spiega – la cosa mi secca e non poco. Come non tollero più che dichiarazioni di altri vengano accompagnate anche dal mio nome. Pertanto, d’ora in poi diffido chiunque a non spendere il mio nome se non di fronte a dichiarazioni rilasciate direttamente da me.
Mi riferisco al fatto che non c’è una sola volta che, parlando del Comune, non si scriva sui quotidiani il binomio “Gabrieli e Giordano”, al quale recentemente si associa il nome di Luca Cipriano.
Come si è avuto modo di ascoltare in Consiglio Comunale, la mia posizione e le mie motivazioni sono diverse da quelle di Nicola Giordano, al quale sono legato da sincera amicizia, ma del quale spesso non condivido motivi, tempi e modi.
Io non accuso Giordano, né credo che ne sia responsabile, ma noto che i giornalisti spesso ci marciano e la cosa non può continuare, soprattutto se lede la mia dignità, la mia reputazione e la mia onestà.
Tengo a precisare, come detto ufficialmente in Consiglio al momento della mia uscita dal Gruppo del PD, che i motivi della mia sofferta decisione sono solo e soltanto politici e originati dalla condizione in cui viene fatto versare, e sottolineo viene fatto, il Partito Democratico, i cui destini sono determinati da pochi attori (che solo eufemisticamente chiameremo novelli dinosauri) lontani dalla realtà e che hanno comportato disfatte e l’allontanamento di molti. Quindi, la mia appartenenza al PD non è in discussione, né – come si è visto per altri – il mio passaggio al Gruppo Misto prelude ad un traghettamento in altri schieramenti politici. Chi pensa questo – ed è per me una offesa – è in malafede se non stupido, mentre è imbecille colui che addirittura manifesta tale pensiero.
Credo di non aver mai fatto mancare il mio sostegno al Sindaco di essermi accollato addirittura grandi responsabilità che non facevano carico a me ma ad altri, come si è visto, ad esempio, per il Piano Casa, per l’area demaniale di via Piave e per l’esproprio della Dogana.
Certo, mi aspetto che, passata la buriana, il Sindaco dia una accelerata, soprattutto qualitativa, sui problemi e sulle persone che devono portare avanti quel programma da me condiviso al momento della candidatura, ma che spesso viene rispolverato solo per giustificare la mancanza di argomenti ed improbabili accuse, le quali più che imprudenti sono impudenti. Ricordo che gli interessi della Città hanno prevalenza su tutto, anche sul Partito.
Ripeto quanto detto in Consiglio. Ripenserò alla mia posizione se il Partito avrà ripreso una strada virtuosa, scaricando ogni logica di conservazione di effimero potere, e avrà ripreso o meglio iniziato a fare politica”.

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