Avellino – La maggioranza di Palazzo Caracciolo ha mostrato questa sera di saper rispondere compatta al ‘richiamo del dovere e degli…obblighi’. Così è bastata una lettera del presidente del consiglio Vincenzo Alaia per far scendere i consiglieri, in particolare il gruppo di Noi Sud, a più miti consigli e non abbandonare l’aula alla relazione di Mino Gnerre sui debiti fuori bilancio. Certo però ha destato una certa perplessità l’intervento del consigliere Francantonio Rossi che, pur non riconoscendosi nei due assessori in carica – “non sono organici a Noi Sud, Gnerre stesso è stato eletto con l’Adc” – ha tuttavia mostrato qualche recriminazione anche rispetto alla posizione del partito accusando “il timoniere di non aver saputo salvaguardare il gruppo”. Il “metodo di gestione” della querelle non è piaciuto a Rossi che si è riservato l’opportunità di valutare la situazione pur anticipando la volontà di restare tra le fila della maggioranza. Il chiarimento, dopo le tante vicissitudini a cui ci ha in qualche modo abituato Noi Sud, è quasi passato inosservato ma a legger tra le righe la precisazione ha sollevato qualche dubbio non solo sugli sviluppi futuri della posizione del consigliere Rossi ma anche su una parvenza di attrito che sembra infrangere il muro di condivisione precedentemente innalzato dal gruppo consiliare di Noi Sud. Che ci sia qualche ‘maretta’?… Sarà senz’altro il tempo a dare un’adeguata risposta.
Il ‘caso’ vice presidenza – Dopo le dimissioni di Fernando Romano, obbligatorio porre all’ordine del giorno la nomina di un nuovo vice presidente. E ciò che per alcuni versi appariva quasi scontato ha invece assunto un tono assolutamente contrario alle aspettative. In casi normali, per quella che viene definita prassi, l’opposizione avrebbe dovuto nuovamente indicare il nome del suo rappresentante con il bene placito della maggioranza che avrebbe assecondato la prerogativa del gruppo opposto di indicare, sempre come prassi, il dimissionario. Eppure ogni regola ha la sua eccezione e, per dirla come il consigliere Farina, “la minoranza ha chiesto un rinvio per evitare che la maggioranza pregiudicasse l’esercizio di una prassi di opposta spettanza”. Questo in sintesi, anche se il raggio del dibattito è stato molto più ampio andando a toccare anche gli eventi relativi alla scorsa seduta in cui è venuto meno il numero legale anche per l’assenza del Pd. Un ‘vulnus’ lo ha definito Franco Di Cecilia che a suo avviso costituisce il precedente per incrinare quei ‘rapporti convenzionali’ esistenti tra maggioranza ed opposizione. Una relazione precisa e quasi inconfutabile, quella del capogruppo del Pdl, che tuttavia agli occhi di Amalio Santoro è apparsa come il “prendere un pezzetto di verità, inserirla in un grande imbroglio e farla passare per una grande verità”.
Più severo il consigliere Farina che ha bocciato questa sorta di rivisitazione, a suo modo di vedere, dell’ “occhio per occhio, dente per dente”, chiarendo che “il numero legale si fa con la maggioranza ed è proprio la maggioranza ad essere venuta meno nella scorsa seduta”. Inoltre, è intervenuta la De Simone, “non abbiamo nulla di cui rimproverarci perché assolviamo il compito affidatoci dall’elettorato”. Insomma, una palla al rimbalzo: se venerdì è venuto meno il numero legale per la discussione sui debito fuori bilancio, oggi la maggioranza si è ‘vendicata’ facendo in modo che fosse rinviata l’elezione del vice presidente.
Eppure bene informati affondano la lama in motivazioni molto meno pretestuose e più concrete che nulla hanno a che vedere con la discussione politica tra le parti ma che, per qualche motivo certamente, renderebbero ‘inviso’ il nome di Romano alla maggioranza consiliare.
I debiti fuori bilancio – L’ “irresponsabilità” di non aver affrontato la questione relativa ai debiti fuori bilancio nella seduta precedente è stata oggi riparata attraverso una maggioranza compatta ed una minoranza istituzionalmente corretta che hanno permesso la loro approvazione. Buche, incidenti, sinistri e… come per ‘magia’ – o forse no – è tornato alla ribalta il caso De Martino, ex responsabile legale dell’ente destituito dall’allora presidente Alberta De Simone, finito nell’elenco dei debiti dell’ente con un ammontare considerevole. Qualche piccola ‘illazione’ ha in realtà sollevato le ire del capogruppo del Pd, chiamata in causa indirettamente sulla questione, che ha invitato il consiglio a “prendere in mano le carte prima di parlare”. “Io non ho nulla da nascondere al riguardo, avevamo ridotto al minimo le competenze esterne – ha spiegato – perché l’avvocatura interna in termini economici è molto meno dispendiosa. Gli altri debiti fuori bilancio risalgono addirittura al 1981. Io non mi sono certo arricchita, il contrario. E attento anche tu – rivolta al presidente Sibilia – a non commettere il mio stesso errore perché purtroppo qui ci sono cinici esperti in perfidia”.
… tornando all’ordine del giorno – Il Consiglio ha approvato all’unanimità la richiesta del consigliere Tangredi di inoltrare alla Regione una richiesta indirizzata a ripristinare il reddito di cittadinanza.
Per quanto riguarda gli odg sulle acque è stato approvato dalla maggioranza con l’aggiunta di Idv, il documento presentato dal consigliere Ettore De Conciliis. Respinto, invece, quello a firma del duo Moricola e Santoro.
