AAA Cercasi nuovo vice del consiglio, Romano: “Non sarò io”

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Avellino – Venerdì appuntamento a Palazzo Caracciolo per un nuovo atto di Consiglio Provinciale. Tra gli ordini del giorno anche l’elezione del vicepresidente dell’assise, sedia rimasta vuota a seguito delle recenti dimissioni del Pd Nando Romano. Un gesto, quello di Romano, che ha rappresentato l’estremo atto di difesa di una “libertà di espressione troppe volte negata ai singoli consiglieri. Durante lo scorso consiglio si è raggiunto l’assurdo, perché con una simile situazione politica è stato concesso di intervenire a pochissimi, scelti dal presidente Sibilia”. Un fatto gravissimo, denuncia il consigliere provinciale: “neanche nella vecchia Urss veniva impedito a qualcuno di esprimere la propria opinione”.

Il gesto di Romano fa sentire la sua eco anche nelle stanze di via Tagliamento. Perché è proprio lì che una delle sue recriminazioni è indirizzata, più precisamente ai massimi vertici provinciali di un Pd che ha difeso ma che non gli avrebbe manifestato la minima solidarietà per la scelta fatta. E a tal proposito Romano richiama l’intervento dell’ormai ex collega di partito Salvatore Biazzo (new entry dell’Udc): “Devo dare atto a Biazzo per aver colto nel segno e aver denunciato per primo l’assenza nel Partito Democratico del minimo senso di solidarietà. Ciò si evince anche dalle conseguenze della mia azione: dopo le dimissioni, non ho ricevuto nessun attestato di vicinanza dai vertici alti, né dalla segretaria Lengua né dal senatore De Luca”. All’ex piddì Biazzo, Romano dà quindi la carota, ma non fa attendere molto per il … bastone: “Ognuno fa le proprie scelte. Ma a Biazzo dico che non basta conoscere la causa del ‘malessere’, bisogna anche saper combatterne gli effetti. Se uno ha delle idee deve essere capace di metterle in campo, non girare le spalle”.

In ogni caso tra rammarichi e attestati di solidarietà che non arrivano, venerdì si torna in consiglio provinciale. E sul nome di Romano ci sarebbe un’unanimità trasversale di consensi ma l’eventualità di una sua rielezione è esclusa dallo lui stesso. Il nome che riempirà il posto lasciato vacante dovrà essere pescato tra gli esponenti della minoranza. Quelli che restano ovviamente. “Io seguirò le indicazioni dei capigruppo di opposizione”.

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