La vita è l’arte dell’incontro affermava Vinicius de Moraes. L’Olimpia Pozzuoli, una delle vittime del mancato rispetto dell’obbligo di disputa dei campionati giovanili che l’ha defenestrata di fatto dalla B d’Eccellenza, ha saputo ritrovate energie e risorgere dalle proprie ceneri. Tutto nasce proprio da un incontro, casuale quanto fortunato, quello tra coach Maurizio Maresca e Paola Janes-Carratù, esperta ala ex Vomero Napoli, reduce dal campionato in serie C con il basket Afragola ed anch’essa penalizzata dallo stesso problema regolamentare che le ha impedito di disputare i play-off, dopo aver dominato la regular season del secondo campionato regionale. “Paola aveva in ‘dote’ un gruppo di giocatrici reduci dal campionato di serie C – commenta coach Maurizio Maresca – mentre dal nostro terremoto estivo erano rimaste al mio fianco tre giocatrici (le sorelle Margio ed Alessia Veca – ndr) con le quali ero reduce da tre tornei di B eccellenza a Pozzuoli. Tutto ciò a soli quindici giorni dall’inizio del campionato. Con queste premesse e con l’obiettivo di vivere alla giornata, scoprendoci settimana dopo settimana, credo che abbiamo raggiunto una meta importante. Arrivare terzi, battuti solo dalle corazzate Ariano e Castellammare, è stato un traguardo faticoso e per questo ancora più esaltante”. Una squadra plasmata con grande acume tattico da Maresca. Grande difesa di gruppo, con la capacità di mascherare le lacune strutturali sotto le plance e di massimizzare le caratteristiche delle singole, come l’esperienza in regia di Petti, l’apporto di Janes e Piccolo, le qualità di Roberta e Claudia Margio ed il talento di Alessia Giacco, la più migliorata a detta dello stesso coach. Tutto ciò in un campionato che il trainer puteolano definisce: “Competitivo con le conferme di alcune veterane come Ayroldi, Carotenuto, Barone, Stinga e la costante crescita di giovani quali Memoli, Alfinito, Avallone, Iannucci e D’Avolio. La formula del campionato è da confermare con l’aggiunta di qualche manifestazione collaterale che, da un lato costituisca una vetrina e dall’altro motivi di più le giocatrici. Sarebbe auspicabile un all star game che possa vedere sul parquet le migliori giocatrici del campionato”.
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