Sanità – Summit tra capigruppo in attesa del consiglio provinciale

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Avellino – In attesa del consiglio provinciale straordinario convocato per domenica, i capigruppo di Palazzo Caracciolo hanno avuto questa mattina un incontro ‘preparatorio’ con Carlo Mottola, rappresentante locale dell’Organizzazione Unitaria della Sanità Privata. Al confronto di questa mattina avrebbero dovuto prendere parte anche Giuseppe Rosato, direttore dell’Azienda Ospedaliera Moscati e Albino D’Ascoli, commissario dell’Asl di Avellino. I due manager non sono però arrivati e il dibattito con loro è stato rimandato proprio a domenica mattina, poco prima dell’assise provinciale (che inizierà alle 10.00 circa).

SANITA’ PRIVATA – Quello che è emerso dall’incontro di oggi è un quadro analitico della situazione cui andrebbero incontro i presidi sanitari privati in provincia, sui quali – anche – pende la temuta ghigliottina del piano ospedaliero proposto dal subcommissario alla Sanità Zuccatelli. Dalla relazione presentata da Mottola questa mattina si evince che, qualora la lama del piano di rientro dovesse insistere sulla provincia di Avellino, le conseguenze per il comparto sanitario privato sarebbero disastrose, facendolo precipitare ai livelli qualitativi più bassi d’Italia. “Attualmente invece – ha affermato Ettore De Concilis, vicecapogruppo consiliare del Pdl – siamo una provincia di eccellenza nel settore: si pensi che alla sola clinica Malzoni nascono il doppio dei bambini rispetto al Moscati”.

LA MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE – I criteri che sono stati adottati per adeguare i servizi ospedalieri in regione sono iniqui. E questa è una denuncia quanto mai trasversale. Vista la particolare morfologia del territorio irpino, per la maggior parte montuoso, si sarebbe dovuto applicare lo stesso principio utilizzato per le zone isolane, i cui presidi non sono stati toccati per la difficoltà di collegamento con la terraferma. Ebbene l’Irpinia, con un territorio di 20mila mq, e in particolare Bisaccia che si staglia a 800 metri di altezza, hanno le stesse esigenze e difficoltà logistiche di un’isola come Ischia o Capri. “Al di là del fatto che quando si parla di questioni che riguardano così da vicino il sociale e la salute pubblica, la matematica non si dovrebbe adottare – continua De Concilis – se proprio di conti vogliamo parlare, che si facciano almeno bene!”. De Concilis dice di aver infatti condotto una piccola indagine su siti istituzionali campani nella quale ha potuto appurare che il solo Ospedale Cardarelli di Napoli assorbe le stesse risorse finanziare appannaggio dell’intera Sanità irpina. “Con servizi per niente migliori: un ricovero al Moscati costa esattamente la metà di quanto costa al Cardarelli. Ma 50 o 100 posti in meno a Napoli e provincia sono una goccia nell’oceano, ma in una provincia come la nostra… sono un ospedale in meno!”

LA PROPOSTA – Domenica è prevista l’approvazione all’unanimità di un documento in cui si esprime il disaccordo dell’Ente Provincia sul piano di rientro. Mai come in questa vicenda, si registra la sinergia di intenti e di iniziative tra forze politiche. È lo stesso Amalio Santoro, capogruppo del Centro Sinistra Alternativo a confermarlo: “Stamattina abbiamo ragionato sul documento da proporre e posso dire che c’è un’intesa di massima su alcuni punti fondamentali. Tutti condanniamo decisamente il piano Zuccatelli perché a ben vedere, l’Irpinia incide e ha inciso pochissimo sui numeri del deficit regionale. Domenica chiederemo a gran voce che si cominci a procedere seguendo non più atti monocratici ma attraverso la concertazione”.

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