Arpac – Presidio dei lavoratori. Anche la Uil in piazza

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Avellino – Si è svolto questa mattina l’incontro presso l’Assessorato al Lavoro e Formazione della Provincia di Avellino al quale hanno preso parte CGIL, CISL, UIL. Non erano presenti Lavorint Spa – l’agenzia di somministrazione – e l’ARPAC provinciale. Le assenze di Lavorint e Arpac hanno portato alla decisone di rinviare il tutto innanzi alla Prefettura e per martedì 25 maggio è stato convocato dalle OOSS lo stato di agitazione con presidio dei lavoratori proprio innanzi al Prefetto.
Per la UIL la mancata partecipazione delle controparti interessate alla vertenza rappresenta un atto di estrema gravità nei confronti dei lavoratori che da circa 3 mesi non percepiscono lo stipendio considerato che la Provincia, stando all’incontro tenutosi con l’Assessore all’ambiente, Gambacorta, ha già provveduto a liquidare per quanto di sua competenza. “E’ immorale da parte dell’Arpac e Lavorint che, pure avendo riscosso, non hanno provveduto a pagare i lavoratori – dichiara Preziosi di Uil Cpo – Siamo di fronte ad una delle forme contrattuali flessibili più tutelate, un CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro), eppure ancora una volta il prezzo più caro viene pagato dai lavoratori. Professionisti che ogni giorno assicurano ai nostri cittadini un servizio per la messa in sicurezza delle caldaie e che anticipano di tasca propria per raggiungere i luoghi di lavoro dislocati su tutta la provincia irpina. Non possiamo sottostare a questo atteggiamento di indifferenza da parte di Lavorint e Arpac nonostante siano state convocate ufficialmente dalle istituzioni. E’ una mancanza di rispetto nei confronti di tutti e in primo luogo dei lavoratori che attendono una risposta definitiva”.
“I lavoratori impegnati nel progetto Caldaia Sicura e l’Assessorato al lavoro e alla formazione della Provincia di Avellino che sta seguendo la vicenda in sinergia con le OOSS – continua Preziosi – hanno tutto il nostro appoggio al fine di giungere ad una soluzione che oltre a regolarizzare gli stipendi comporti il prosieguo delle attività che scadranno il 30 giugno”.

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