Ultime tre gare della stagione, ultime chanches play off per la Scandone. Una Scandone che dovrà necessariamente sfatare il tabù trasferta se vorrà accedere alla post season. La vittoria di Treviso a Siena della scorsa giornata ha, per la prima volta dall’inizio della stagione, retrocesso l’Air nella metà sinistra della classifica. In settimana, sia Lauwers che Pancotto hanno ribadito come il campionato di Avellino non sia ancora finito e che sino all’ultima giornata non sarà lasciato niente al caso. Anche se il settimo posto è realisticamente irraggiungibile e l’ottava piazza prolungherà la stagione presumibilmente di sole tre gare, l’obiettivo play off resta un traguardo alla portata dei biancoverdi e sarebbe un piccolo smacco dover rinunciare anche solo al primo turno della lotta al tricolore, in virtù di una classifica che da ottobre ad oggi ha sempre sorriso ai lupi. La rincorsa riparte da Montegranaro, una squadra capace di infilare un’incredibile striscia record di nove successi consecutivi, salvo poi crollare nell’ultimo mese, in cui ha registrato un brusco calo di risultati e percentuali. Dopo aver acciuffato il secondo posto, coach Frates sente ora il fiato sul collo della Lottomatica ed un’altra sconfitta potrebbe mettere a rischio anche la sesta piazza, attualmente condivisa proprio con i capitolini. Ecco perché il match con gli irpini costituirà la prima di tre finali per la conquista di un posto d’onore nella griglia tricolore. Il tiro dalla distanza, aspetto che ha più di altri fatto le fortune dei sutorini, resta l’arma migliore, specialità che, tra le mura amiche è stata la discriminante tra successi e sconfitte. Analizzando i due roster, possibili temi del match potranno sicuramente essere la marcatura su Brown e l’intensità in vernice. All’andata fu determinante il ritmo imposto alla gare dagli irpini, la alte percentuali al tiro dei lunghi e la prestazione di grande caparbietà di Lauwers. Se sul perimetro la Sigma non può contare su un giocatore in grado di tenere l’esplosività del play biancoverde, sotto le plance, la coppia Brunner-Ivanov, è tra le migliori in quanto a rimbalzi e fornisce anche un solido contributo in termini di punti. Il brasiliano Marquinhos è un’ala grande atipica che può all’occorrenza ricoprire anche lo spot di 3: ottimo tiratore dall’arco (41,9% dai 6,25) ed arma tattica fondamentale per il sistema degli ex calzaturieri, ma il suo rendimento è in flessione. Ex di turno è Daniele Cavaliero che, dopo un inizio di stagione in sordina, è stato uno di quelli che ha beneficiato maggiormente del taglio di Hite e della sua mancata sostituzione con un extracomunitario. In cabina di regia, Andrea Cinciarini, fratello dell’ex biancoverde Daniele è il cambio di una delle rivelazioni del torneo, l’italo-argentino Maestranzi autentico sentenza da oltre l’arco dall’alto del suo 46,5%. Da Napoli è arrivato invece il greco Tsaldaris, che dalla panchina fornisce il suo contributo costante. Antonutti scivolato fuori dalle rotazioni sul perimetro e Lechtaler sotto le plance completano un roster tra i più lunghi e i più italiani del campionato.
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