“I preti e i mafiosi”: ad Avellino Isaia Sales presenta la sua opera

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Verrà presentato domani, alle ore 17,30 presso il circolo della stampa di Avellino, in corso Vittorio Emanuele, il libro di Isaia Sales dal titolo “I preti ed i mafiosi – Storie dei rapporti tra mafie e Chiesa Cattolica”.
L’incontro è stato promosso dall’archivio storico della Cgil di Avellino e da Punto Einaudi Avellino.
All’iniziativa prenderanno parte l’autore dell’Opera, Isaia Sales ed il vescovo di Avellino, Monsignor Francesco Marino.
Presiede il segretario provinciale della Cgil di Avellino, Vincenzo Petruzziello.
Introduce i lavori, Giovanni Marino, responsabile dell’archivio storico della CGIL. Intervengono Franco Armino, Giovanni Minichiello e Paolo Speranza.

Scheda del libro Sono duecento anni che esistono le mafie in Italia. Se non sono state ancora sconfitte vuol dire che i motivi del loro ‘successo’ non sono stati completamente individuati. Il libro affronta il tema delle responsabilità della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti nell’affermazione delle organizzazioni mafiose, esaminando l’apporto culturale che direttamente o indirettamente la dottrina della Chiesa ha fornito al loro apparato ideologico.
Come spiegare il fatto che in quattro ‘cattolicissime’ regioni meridionali si siano sviluppate alcune delle organizzazioni criminali più spietate e potenti al mondo? Come spiegare che la maggioranza degli affiliati a queste bande di assassini si dichiarino cattolici osservanti? Che rapporto c’è tra cultura mafiosa e cultura cattolica? E perché questo rapporto non è stato mai indagato in sede storica e, invece, è sempre smentito o sottovalutato?
Fino a pochi anni fa la Chiesa ha taciuto sulle mafie, non le ha mai considerate nemici ideologici. Oggi il silenzio è stato in parte interrotto, ma moltissimi preti continuano a tacere o a essere indifferenti al tema.
Il libro parla di tutto questo, senza intenti scandalistici. La convinzione dell’autore è che senza il sostegno culturale della Chiesa le mafie non si sarebbero potute radicare così profondamente nel Sud del nostro Paese. Il successo di queste organizzazioni criminali rappresenta dunque un insuccesso della Chiesa cattolica ma, al tempo stesso, senza una Chiesa realmente e cristianamente antimafiosa la lotta per la sconfitta definitiva delle mafie sarà ancora lunga.
“La domanda che ci ossessiona è la seguente: le organizzazioni criminali di tipo mafioso avrebbero potuto ricoprire un ruolo plurisecolare nella storia meridionale e dell’intera nazione se, oltre alla connivenza di settori dello Stato e di parte consistente delle classi dirigenti locali, non avessero beneficiato del silenzio, della indifferenza, della sottovalutazione e anche del sostegno dottrinale di una teologia che trasforma degli assassini in pecorelle smarrite da recuperare piuttosto che da emarginare dalla Chiesa e dalla società? La risposta è no”.

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