Avellino – La Margherita dialoga sul Puc con Mancino e De Mita

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La Margherita con Ciriaco De Mita, Nicola Mancino, Luigi Anzalone, Mario Sena, Enzo De Luca, Pino Galasso, Enza Ambrosone si è ritrovata questa mattina al viva Hotel per dialogare sul Piano Urbanistico Comunale. Gremita la sala, tra gli altri Capaldo, Barile, Cucciniello, Maselli, Foglia, Romano, Poppa, Rizzo, architetti, ingegneri, e cittadini per capire di più rispetto ad un Piano che piace a metà.
Dopo gli interventi di Galasso, Ambrosone, Cucciniello, Giordano, prende la parola il presidente della Confcommercio Oreste La Stella che rimarca l’importanza di un dialogo ritrovato con l’amministrazione Galasso. “La scommessa ora è trovare punti di incontro e andare avanti individuando in nome dell’omogeneità del commercio, un’area pedonale molto più ampia rispetto a quella prospettata: corso Vittorio Emanuele”.
Antonio Genovese, presidente della Commissione Urbanistica: “Su 371 osservazioni, non abbiamo controdedotto solo quelle relative agli Ordini, ai Partiti, alle Associazioni. Il perché c’è: non c’è sembrato corretto dare risposte frettolose su domande che chiedevano invece maggiore approfondimento”.
Fulvio Fraternali, presidente dell’Ordine degli architetti: “Finalmente è cambiato il metodo di approccio che è mancato nella stesura del primo piano. Ora la legge regionale fa sì che l’iter di approvazione sia semplice e modificabile. Cagnardi non conosce questa città. Non ha fatto il piano a misura del cittadino avellinese. E’ qui che dobbiamo mettere mano per fare meglio e di più. Inoltre, quando si parla di cubatura, vorrei capire se di questa si tratta oppure no, perché Cagnardi parla invece di aumento di superficie. Ad ogni modo siamo favorevoli al gruppo di studio che permetta di apportare le giuste modifiche allo strumento urbanistico”.
Maurizio Petracca assessore comunale alla Riqualificazione Urbana: “Per quanto riguarda la parte pubblica, il piano è stato integrato con la creazione di 1300 alloggi. Stiamo cercando di trasformare i dormitori in vere e proprie aree con punti di incontro, centri commerciali. Stiamo ristrutturando strutture per anziani, per autistici.. Per quanto riguarda il privato, purtroppo i lotti previsti hanno un’estensione di difficile attuazione. Si andrà incontro ad una fase gestionale complicata. In merito invece al manifesto di Libera Città – secondo cui il Puc non sarebbe altro che la colata di cemento – poiché nulla è stato cambiato in merito a questo punto, due sono le cose: o è una semplice strumentalizzazione oppure l’amministrazione precedente non ci aveva pensato a monte”.
Nicola Mancino: “Noi riprendiamo un cammino che avevamo conosciuto negli anni ’70 – ‘80 quando l’amministrazione si trasferiva in periferia e si confrontava avendo larga partecipazione dei cittadini”. Un excursus all’indietro per dire di continuare su questa scia. “Allora ero segretario della Dc e pensammo di risolvere una questione annosa, quella della viabilità. Ci fu una rottura anche all’interno della Dc. Ma noi cambiammo pagina perché a noi non piaceva l’Avellino del ’50 e del ’60”. Non piace oggi con il suo Piano. “A noi questo Piano non è piaciuto. Qualcuno di noi, si è trovato all’interno di un già fatto da modificare. Ci siamo trovati dinanzi a dialoghi asfittici se non nulli. La città doveva trasformarsi in città giardino. Oggi la domanda che non trova ancora risposta è che, nonostante l’interesse del cittadino a stare ad Avellino, poi lo stesso va a vivere altrove”. E ancora: “Sentir dire che costruiamo in città con l’aumento di superficie non è stato giusto perché noi abbiamo bisogno di piani di attuazione per capire dove poter costruire. Poiché lo stato sociale si è ridimensionato, abbiamo pensato all’incentivo consentendo il miglioramento dell’area come ad esempio via Francesco Tedesco. Per quanto riguarda la rete cinematica, che noi volevamo nel contorno, non è stata disegnata. Le strade parco: il numero di vani previsti da Cagnardi è lo stesso previsto nella stesura del primo piano … Quando andremo a fare modifiche speriamo che venga fuori l’idea che è stata migliorata la condizione ambientale di vivibilità senza speculazione”. Lo speriamo anche noi. (tl)

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