Frana Montaguto – Rinviato a mercoledì il consiglio dei ministri

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E’ stato rinviato a mercoledì il Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto decidere sui poteri da affidare al commissario straordinario per l’Emergenza frane in Campania De Biase.
Una scelta determinata dallo stop alla campagna elettorale e di cui era certo anche lo stesso commissario: “Me lo aspettavo – afferma De Biase – Ora attendiamo la prossima riunione, fissata per mercoledì. Quel giorno io stesso sarò a Montaguto per pianificare il da farsi. Le decisioni del governo, infatti, saranno fondamentali per il prosieguo delle operazioni sulla frana”.
Solo mercoledì mattina, dunque De Biase saprà se sarà messo in condizioni di intervenire in maniera concreta, oppure no. Dalle deroghe che saranno inserite nel decreto, infatti, dipenderanno lo snellimento delle procedure per l’esproprio e la requisizione dei suoli necessari allo stoccaggio del terreno franoso.
Ma anche altre prerogative necessarie a chiudere definitivamente il capitolo emergenziale.
Secondo quanto accertato dagli operai impegnati nella raccolta e nello stoccaggio del materiale che scende a valle, inoltre, la frana non è mai avanzata così rapidamente. Per questo mercoledì sarà una giornata cruciale anche per capire il destino dei collegamenti ferroviari tra Adriatico e Tirreno, tra Puglia e Campania. Solo se a margine del Consiglio dei ministri si attribuiranno i poteri straordinari al commissario si potrà riaprire la tratta ferroviaria bloccata in un mese circa.
Intanto ieri il commissario De Biase ha concluso una riunione tecnica con i vertici delle Ferrovie dello Stato e dell’Anas e le Fs hanno assunto l’impegno di adoperarsi a rimuovere la terra franata e cercare contestualmente un’area di stoccaggio. Il sito già individuato è stato giudicato non idoneo ragion per cui sembra che attualmente si propenda per un’altra area, probabilmente una discarica privata ad Ariano Irpino. Ma il commissario, indipendentemente dalla esatta individuazione della zona di stoccaggio dei detriti, ha assicurato il massimo impegno qualora nessuno dei siti finora individuati rispondesse ai requisiti. “Se non sarà questo – ha assicurato De Biase – ne troveremo un altro. E ci vorranno almeno 30 giorni dal momento in cui entriamo in possesso del sito, per poter ripristinare la viabilità ferroviaria”.

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