Regione – Di Lello rientra in giunta.. ma è la sanità a tenere banco

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Napoli ( di Luca Guarracino) – Marco Di Lello rientra nell’esecutivo dopo le mediazioni di Bassolino e gli inviti a ricompattare per evitare ulteriori strappi. Finisce così, quasi a tarallucci e vino, la ‘crisi’ aperta dallo Sdi dopo le nomine dei manager nel corso della seduta dell’ultimo dell’anno. La riunione del consiglio regionale offre spunti di distensione nel centrosinistra, ma apre altri interrogativi sulla gestione della cosa pubblica regionale. In particolare, il caso Sanità, sempre più nel mirino e con la scadenza delle nomine dei manager, direttori sanitari ed amministrativi. Il rientro di Di Lello offre ai socialisti l’opportunità di ottenere tre-quattro direzioni sanitarie, di cui due a Napoli e la direzione generale della Soresa nel cui Cda fanno parte due irpini, Sergio Barile e il Prof.Sandulli. Ora si attende il disegno di legge che prevede l’istituzione di un albo dei direttori sulla base dei titoli e requisiti, che viene contestato dal Presidente della Commissione Sanità, Angelo Giusto, per il quale occorre una regolamentazione sulle valutazioni delle capacità evitando la discrezionalità sulle scelte. E domani, arriva in Commissione Sanità il testo già licenziato dalla Commissione Affari Generali ed è probabile che la riunione si dilungherà…di molto sui tentativi di modifica e sulle…percentuali di discrezionalità che un manager può utilizzare sulle nomine dei direttori. Il caso Sanità, insomma è caldo, molto caldo: la conferma arriva dalla giornata di ieri caratterizzata da una nuova nomina all’Asl Sa 2 e la polemica aperta con le dimissioni dell’atripaldese Valentina Barile da direttore amministrativo dell’Asl Sa1, sembra per la mancata presentazione di alcuni titoli suscitando l’interrogazione del consigliere regionale dell’Udc Marrazzo. A pochi giorni dalle politiche, è chiaro che il caso sanità è nel mirino dell’opposizione ed in particolare l’assessore Montemarano. Ma non mancano, altre… curiosità, come l’interrogazione del forzista Fulvio Martusciello sulle nomine all’Ept. In particolare, il caso di un “laureato in teologia nominato per dirigere un’azienda turistica”.

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