Provincia, accolta la sospensiva: in aula lo Sdi

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Avellino – I colpi di scena che hanno caratterizzato l’Ente Provincia per il caso Sdi, non sono terminati. Come annunciato dalle colonne del nostro quotidiano, le novità sono arrivate. Il mittente è ancora una volta il Consiglio di Stato. Il destinatario l’Ente Provincia. Proprio questa mattina a poche ore dalla pubblica assise, il Consiglio di Stato ha ‘pronunciato’ l’altolà: ha sospeso la sentenza che di fatto ‘defenestrava’ la rappresentanza Sdi dal Consiglio provinciale, con una sospensiva fino al 14 febbraio prossimo. Dunque, nessun nuovo ingresso. Questione congelata. La maggioranza De Simone, o meglio il Presidente del Consiglio D’Addesa, questa mattina, all’indomani del parere dell’Organo Supremo, si è nuovamente dovuto rimboccare le maniche per permettere la ripresa dei lavori, pena il rischio scioglimento del Consiglio, con la riconvocazione della seduta alle ore 16.00. Invitando i consiglieri provinciali della rosa nel pugno, Giacomo Carpenito e Greco Trifone. Dopo l’indecisione se partecipare o no ai lavori, è prevalso il senso di responsabilità. “Ho riflettuto – commenta Carpenito dietro le quinte -. Ho deciso di partecipare al Consiglio perché ritengo che sia una convocazione del tutto nuova, ha tenuto conto della sospensiva, gli argomenti posti all’ordine del giorno sono di fondamentale importanza”. Comincia l’assise non senza l’iniziale imbarazzo del presidente del Consiglio Erminio D’Addesa che dopo aver proceduto alla surroga – accolta all’unanimità dell’assise – di Aldo Laurenzano, ha dovuto fare i conti con l’indomito Arturo Iannaccone che dopo aver votato, chiede il perché del cambio delle regole. Ossia il perché Aldo Laurenzano non abbia partecipato all’appello. Solo una parentesi alla quale segue una presa d’atto motivata. L’esponente provinciale dell’Udc abbandona l’aula non prima di aver espresso parere favorevole in merito al Corso di Laurea in viticoltura ed enologia tra gli argomenti all’ordine del giorno. “E’ stato convocato regolarmente il Consiglio. La maggioranza ha fatto cadere i numeri per valutare la questione Sdi. Ora la sospensiva. Ci troviamo dunque ancora in una situazione di emergenza. C’erano delle urgenze. Registriamo per l’ennesima volta che le nostre istanze non sono state poste all’ordine del giorno. In nome dell’urgenza, noi ci allontaneremo dall’aula aspettando che ci sia la sentenza. Che noi rispetteremo, qualunque essa sia”. Esce dall’aula insieme a Di Cecilia, Cardinale,Canonico e Cusano. In aula, ancora per poco, Umberto Cammino. L’uscita di scena di Iannaccone, non va giù al presidente della Provincia Alberta De Simone che rispedisce al mittente le accuse. “Questa amministrazione ottempera rigorosamente alle disposizioni delle sentenze… Quando è intervenuta la motivazione del Consiglio di Stato, concordemente abbiamo riunito i capigruppo di maggioranza ed opposizione e abbiamo deciso di soprassedere. E’ falso che la maggioranza abbia mandato deserto il Consiglio. Il primo episodio è avvenuto per ragioni politiche. Il secondo, essendo intervenuta la decisione del Tar, abbiamo concordemente, insieme all’opposizione, ritenuto di non procedere ai lavori. Poi è stata depositata la sentenza e questo Consiglio è stato convocato… e poi riconvocato… Per cui, quello che dice il consigliere Iannaccone è un falso di dimensioni intollerabili. Non c’è nessuna ombra di dubbio sul rigore di questa amministrazione. Caro Iannaccone, tu ti prepari alla campagna elettorale nella veste di deputato, io da deputata, sono venuta qui per fare qualcosa per la mia terra”. Ne ha per tutti. “Ometto di dire quello che penso rispetto ai Tribunali Amministrativi”. Ore 17.30 Cammino abbandona il parlamentino. A rappresentare l’opposizione De Conciliis e Vannetiello che giustificano la loro presenza in aula. “Nessuna discrasia con il resto dell’opposizione. Semplicemente interpretazioni diverse che ci distinguono”. Tra mugugni, puntualizzazioni, e alzate di scudi, la seduta di Consiglio provinciale si chiude con la votazione unanime dell’ordine del giorno: il progetto che vedrà ad Avellino il corso di Laurea in viticoltura ed enologia che impegna l’Ente di Palazzo Caracciolo con fondi propri per la sede e le spese dei docenti. Una sfida ambiziosa, primo passo per la ‘nascita della Facoltà volano di sviluppo e dunque di occupazione’.Una scommessa dell’Ente Provincia, fortemente voluta dalla De Simone e dalla maggioranza, che trova i consensi in consiglio insieme ai voti di Vannetiello e De Conciliis di Alleanza Nazionale

LA VOCE DEL CONSIGLIO DI STATO:

“… Con i motivi aggiunti in esame, sono dedotte nullità ed erroneità della sentenza sotto vari profili, insistendosi per la riconferma dei risultati elettorali del 12/13 giugno 2004 e degli eletti proclamati il 15 – 18 giugno 2004. Poiché il Consiglio provinciale è stato convocato per il giorno 31/1/2006 per procedere all’esecuzione suindicata sentenza, il ricorrente chiede di voler sospendere inaudita altera parte la sentenza appellata sino alla data di discussione della istanza di sospensione, autorizzando previamente la notifica del presente ricorso con pedissequo decreto alla Provincia… ai sensi dell’art. 12 L. 21/7/2000, n. 205. La Sezione, considerata la natura e consistenza dei vizi denunciati e rilevato che l’appello cautelare è fissato per una camera di consiglio che sarà tenuta entro due settimane successive all’adozione della presente misura cautelare provvisoria… accoglie la suindicata domanda cautelare sino alla camera di consiglio del 14 febbraio 2006 (…)”.
(di Teresa Lombardo)

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