Tribunale, l’opposizione non si arrende. Oggi conferenza on the road

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Avellino – Valle: il luogo simbolico per una conferenza stampa convocata da una opposizione ‘on the road’ che disdegna, a dispetto della temperatura, le calde stanze comunali e preferisce agire ‘in loco’. Così la minoranza di Palazzo di Città interviene ancora una volta sul Puc o, meglio ancora, “sulla scelta folle della delocalizzazione del Tribunale”. E Gengaro, De Fazio, D’Ercole e Fiore preferiscono proprio la zona in cui sarà realizzata la cittadella giudiziaria per illustrare unanimemente le motivazioni di un aperto e aspro dissenso. “Il nostro lavoro non si è fermato. Impugneremo tutte le irregolarità del Piano Urbanistico partendo proprio dalla scelta del tribunale, divenuto oramai uno specchietto per le allodole”. Una scelta infelice che, a detta dei gruppi di minoranza, viene ora ‘giustificata’ attraverso una motivazione che risuona pressappoco come un alibi: “La maggioranza vuole trincerarsi dietro una delibera secondo la quale la scelta è stata operata dal progettista. Nulla di più falso. Esistono dei documenti, peraltro messi agli atti, in cui si evidenzia la chiara indicazione da parte dell’amministrazione di Piazza del Popolo. Un dato che evidenzia come si tratti, anche in questo caso, di una scelta politica e non tecnica”. Delibere a parte per il borgo di Valle “il trasferimento del tribunale sarebbe un vero shock”. Ma il problema va ben oltre ed investe anche il settore ‘traffico’. Dislocando la struttura in periferia, i cittadini che finora hanno raggiunto le aule forensi senza servirsi di mezzi di trasporto saranno costretti ad utilizzare la macchina: fattore che si ripercuoterà inevitabilmente sulla viabilità cittadina. Ma se il tribunale è stato l’argomento principale, non sono mancati riferimenti generali, soprattutto in materia di rinnovo urbano. “La maggioranza ha sostenuto che il rinnovo urbano fosse previsto nel Cagnardi due. Assolutamente no. È stato infatti recepito grazie ad una osservanza congiunta da parte di Alleanza Nazionale e dello Sdi”. Insomma, il bilancio tracciato senza mezzi termini boccia la scelta sotto tutti i punti di vista. Anche in considerazione del fatto che ad Avellino il centro storico non coincide con il centro della città. Ragion per cui sarebbe un vero scossone sottrarre l’affluenza del tribunale al centro cittadino “che in questo modo non sarebbe altro che un punto deserto”. (di Manuela Di Pietro)

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