«Voglio una vita spericolata»…e anche accademica: conferito a Vasco Rossi il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione

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«Siamo solo noi», cantava. Ma oggi, davanti all’aula magna dell’Università di Salerno Vasco Rossi è stato “un po’ di più”: dottore di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione. Da rocker a comunicatore, da artista a “professore” della vita vissuta, un riconoscimento che trasforma la sua “vita spericolata” in un caso di studio, celebrando la peculiare capacità del Blasco di parlare all’Italia e alle emozioni delle persone con un linguaggio che ha attraversato generazioni e “rivoluzioni”.

Il Blasco è stato accolto – sulle note dell’iconica “Vado al Massimo” – da un entusiasmo che ricorda i grandi live seppur con la solennità di un riconoscimento che ne consacra l’impatto comunicativo e sociale a ridosso del suo cinquantesimo anno di carriera, un traguardo che avvalora ulteriormente il titolo.
Ad accoglierlo, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, che ha raccontato l’incontro privato con il rocker:
«Abbiamo parlato in privato ed è stata la conferma della sensibilità e popolarità di un grande artista. Congratulazioni!».

Accanto alle autorità salernitane, presente anche il sindaco di Avellino Nello Pizza e
il consigliere regionale Maurizio Petracca il quale ha definito la giornata «un pomeriggio nella leggenda», sottolineando la capacità di Vasco di attraversare più generazioni e di parlare a ciascuna con la stessa forza comunicativa. Per Petracca, il dottorato riconosce, allo stesso tempo, una carriera musicale straordinaria unitamente ad un percorso culturale sfociato nella generazione di un linguaggio collettivo, quello di canzoni delle capaci di raccontare inquietudini, ribellioni, fragilità e libertà.
La musica di Vasco, ha aggiunto, è una forma di resistenza attiva contro conformismo e banalità e la sua grandezza risiede proprio nell’essere rimasto fedele sé stesso, parlando a chi lo ascoltava quarant’anni fa e a chi lo scopre oggi.

Durante la sua Lectio magistralis, Vasco ha messo al centro il valore comunicativo della musica, partendo dalle sue radici e dal legame con Salerno. Ha raccontato che il voto unanime per il conferimento del titolo lo ha sorpreso:
l’unanimità, ha detto, è «la prova concreta che lo studio e la conoscenza aprono le menti e rendono davvero liberi dall’ignoranza e dai pregiudizi». Il Blasco ha poi spiegato cosa significhi per lui comunicare attraverso le canzoni:
«A volte basta una frase per sentirsi meno soli. E se poi la cantano in sessantamila, la solitudine diventa appartenenza. La vera responsabilità è fare in modo che, dopo aver cantato insieme, resti qualcosa: una consapevolezza, una domanda, magari il coraggio di guardare gli altri con un po’ più di attenzione».
Ringraziando le oltre tremila persone presenti, Vasco ha ribadito di aver percepito nell’Ateneo «un’aria di pluralità, inclusione, libertà», elementi che hanno reso la giornata ancora più significativa.

A dare profondità accademica alla giornata è stato il rettore Virgilio D’Antonio, che ha offerto una riflessione sul senso del riconoscimento: secondo il rettore, ciò che rende una voce degna di essere ascoltata non è tanto la tecnologia quanto la capacità di darle significato, di essere autentici, di costruire relazione e lasciare una traccia. «Raggiungere qualcuno è un fatto quantitativo, essere ricordati è un fatto culturale», ha detto rivolgendosi a Vasco, accolto non solo come artista, ma come “interlocutore della cultura contemporanea”.

Il conferimento del titolo a Vasco Rossi segna, dunque, una pagina significativa per l’Università di Salerno e per lo stesso “Dottor Rossi”, il quale conferma la sua presenza nel mondo accademico (nel 2005 l’università IULM gli aveva conferito la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione) con la stessa autenticità che ha segnato la sua carriera. Il titolo è stato accolto, difatti, con la semplicità che lo ha sempre contraddistinto: quella di chi è pienamente conscio del fatto che la comunicazione, prima di tutto, sia il frutto di verità, di storie, di emozioni che arrivano e in cui le persone possano ritrovare la loro essenza più intima.