Frana Montaguto – Situazione al collasso: chiusa linea ferroviaria

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Chiusura a tempo indeterminato per il tratto ferroviario compreso tra i chilometri 42,800 e 43,200 lungo la Caserta-Foggia. Causa: la frana di Montaguto. L’ufficialità della decisione della chiusura è arrivata dopo l’incontro in prefettura convocato d’urgenza su richiesta del commissario per l’emergenza idro geologica in Campania, Mario De Biase. Al tavolo del palazzo di governo è stata esaminata la problematica relativa alla frana, aggravata dalle abbondanti piogge degli ultimi giorni. Durante il summit inoltre i vigili del fuoco hanno segnalato l’ulteriore avanzamento della frana a soli 4 metri dalla ferrovia. Sono stati anche i caschi rossi, infatti, dopo accurati sopralluoghi, a ritenere necessaria – e quindi inoltrarne richiesta al Prefetto – il blocco dei collegamenti ferroviari. Subito è stata istituita l’unità di crisi e sono stati predisposti i percorsi alternativi su gomma con corse sostitutive o rete complementare attraverso Battipaglia. Fino a tarda notte, sul posto, vigili del fuoco, carabinieri, Anas e funzionari delle Ferrovie dello Stato giunti da Napoli.

E il dibattito politico, sempre più acceso, secondo il presidente provinciale dei Verdi Pasquale Puorro si guarda bene dal toccare un tema scottante: la grave condizione in cui versa la Valle del Cervaro a causa della frana di Montaguto. “La situazione – spiega – si aggrava ogni giorno di più e l’interruzione della tratta ferroviaria Caserta – Foggia è solo l’ultima pagina di una morte annunciata. Ora il pericolo minaccia seriamente anche il torrente Cervaro con tutte le prevedibili, gravi, conseguenze.
In questi quattro anni sono state sprecate tutte le occasioni per intervenire, unitamente a svariati milioni di euro, ed oggi assistiamo a questo amaro, colpevole, epilogo.
Se avessero dato ascolto ai nostri appelli, la Valle del Cervaro sarebbe da tempo fuori da un’emergenza che dura ormai da 4 anni. A nulla sono valse le istanze e le sollecitazioni avanzate dai Verdi agli enti sovra comunali, al Commissario delegato per l’emergenza e a tutte le autorità preposte. Eppure, il fatto che la frana si riattivasse era certo, bisognava solo aspettare…
La verità che nessuno dice è un’altra e cioè che i ritardi, gli sprechi di danaro pubblico, e l’inefficienza sono temi che hanno fatto venire a galla l’inconsistenza politica della classe dirigente che governa le istituzioni coinvolte nella gestione delle operazioni.
Un’emergenza non ha un colore politico; parlare del dissesto del territorio non porta voti ma paradossalmente diventa una risorsa per pochi addetti; intanto mentre il territorio muore, i grandi nomi della politica (ma anche quelli di medio e piccolo calibro) sono troppo occupati a parlare alle affollate ed annoiate platee degli elettori”.

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