Stamattina, all’ex Carcere Borbonico di Avellino, riunione tecnica tra i 41 sindaci dei piccoli comuni irpini ed il vicepresidente della Provincia ed Assessore alle Attività Produttive Giuseppe De Mita sul bando per l’accesso ai fondi del Piano di Sviluppo Rurale, Misura 322 “Rinnovamento dei villaggi rurali”.
A giorni, infatti, Palazzo Caracciolo renderà pubblico il bando (con scadenza il 29 aprile), per il deposito delle manifestazioni d’interesse da parte dei comuni e dei privati; prima dell’estate saranno approvati i progetti ammessi ai fondi del Psr in una misura che si aggirerà sui 3milioni di euro per comune.
E’ proprio l’Assessore De Mita a spiegare la valenza di un bando che nasce per realizzare opere di ripristino e restauro di manufatti edilizi, pubblici ma anche privati, situati in comuni con popolazione inferiore ai duemila abitanti. “In Irpinia – spiega Giuseppe De Mita – sono ben 42 i comuni che hanno le caratteristiche indicate dal bando che nasce per consentire l’abbellimento dei centri storici di questi borghi per incrementarne l’attrattività estetica e, di conseguenza, quella turistica e ricettiva. E’ un modo per frenare lo spopolamento, creare tessuto economico e un circuito virtuoso. I numeri, tuttavia, saranno più interessanti, poiché la Misura consente l’accesso ai fondi, in compartecipazione, anche ai privati”.
Il Psr Campania 2007/2013, infatti, prevede azioni volte a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali, limitare lo spopolamento, migliorare i livelli di occupazione attraverso l’aumento dell’attrattività dei luoghi che, come in Irpinia, iniziano ad essere sempre più considerati dal popolo del turismo “slow”.
Alla Provincia il compito di realizzare la “scrematura” tra i progetti presentati, scegliendo quelli più vicini alle indicazioni del Psr.
“Il criterio di valutazione – dice De Mita – sarà soprattutto riferito alla bellezza architettonica di questi borghi ed alla circostanza che siano stati “invasi” in una misura inferiore al 25% da manufatti moderni. L’idea è di riabbellire questi centri; se, ad esempio, il privato non partecipa al bando ma vi sono edifici privati è finanziato comunque il rifacimento della facciata. Spero che i comuni non si limitino a ripavimentare le piazze ma sfruttino questa occasione per creare una ripresa del tessuto economico”.
Il tema della tutela e valorizzazione del territorio come strumento di sviluppo era in parte stato trattato da Giuseppe De Mita anche ieri, al Circolo della Stampa di Avellino, durante la presentazione del libro “Oikos nomos” organizzata dall’associazione Dimidium con la partecipazione dell’Assessore regionale Walter Ganapini.
Sul tema “privatizzazione o gestione pubblica” della risorsa ambientale, infatti, Giuseppe De Mita ha affermato la necessità di una “terza via”, un modello simile alla fondazione “dove non esista lo sgradevole profitto del singolo, ma dove la ricchezza venga ridistribuita, che dia la percezione del lavoro comune per il bene comune. Un mestiere che gli ambientalisti, proprio ora che è necessario il loro intervento, stanno disattendendo”.
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