Settimana della Prevenzione Psicologica: i risultati dello studio

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Avellino – Si chiude la “settimana della prevenzione psicologica”. Un’iniziativa nata per offrire la possibilità di ricevere una consulenza gratuita per orientarsi nell’oscurità del proprio disagio ma anche per sensibilizzare, informare e incentivare una vera e propria cultura del ‘benessere psicologico’. L’evento è stato realizzato con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Avellino e ha preso corpo grazie all’intuizione dei dott. Vito Pisa e Federico Sasso, con la collaborazione delle dott.sse Marino, Di Matola, Faella, Giordano, Malvano, Acierno e dei dott. Lucarelli e Mascolo. Durante lo studio è emersa ‘prepotentemente’ la presenza rilevante di donne in età compresa tra i 30 e i 40 anni. L’universo femminile rappresenta, infatti, il 75 per cento dei soggetti che hanno chiesto e ottenuto una prima consulenza gratuita. Il gruppo dei partecipanti ha un buon livello di studi e svolge le più varie professioni. Il consulto è stato chiesto per se stessi (disagio personale) e in parte per i propri familiari (educazione dei figli). Il 75 per cento dei soggetti, si legge nella nota riassuntiva dello studio, ha già cercato di trovare una soluzione al proprio disagio e lo ha fatto in forme e modi diversi, ma con risultati spesso insoddisfacenti e di breve durata rispetto all’entità del problema. Per la maggior parte delle persone intervenute il fattore economico rappresenta una condizione invalidante che rende difficile la richiesta di forme di aiuto specializzato. Il 90 per cento degli individui che hanno chiesto la consulenza appartiene ad una fascia di reddito medio-bassa. Il risultato dell’iniziativa ha evidenziato la poca informazione relativamente alla psicoterapia e ai suoi benefici. Lo scopo dello psicologo, tra gli altri, è quello di favorire la ricerca e il raggiungimento di un equilibrio interiore e di un adattamento sociale che coincida con una crescita personale. “Non tutto quello che affrontiamo può essere cambiato ma non possiamo cambiare nulla se non lo affrontiamo”.

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