AVELLINO- Ci sono anche due avellinesi tra i trentasette indagati dalla Procura di Napoli nell’inchiesta sul falso ateneo che rilasciava titolo di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche. L’Universita’ era falsa ma i soldi versati per i quali era prevista una quota annuale d’iscrizione di 1.500 euro e fino a somme in totale di 5500 euro erano veri. Il falso ateneo e’ stato scoperto dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli che hanno notificato un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Sezione II Pubblica Amministrazione (le indagini sono coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppina Loreto e dal pm Luigi Landolfi) ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di 37 persone. I residenti in Irpinia invece sono tra i 34 ritenuti destinatari dei titoli rilasciati dall’ente, mentre le restanti tre sono indagate quali componenti dell’associazione per delinquere. Le ipotesi di reato nei loro confronti e’ quella di falsita’ materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli. Sequestrati il sito internet e le pagine Facebook e Instagram riconducibili all’ente, nonché i certificati di laurea triennale e magistrale oggetto delle condotte contestate. L’inchiesta, avviata dopo una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, ha consentito di acquisire elementi in ordine all’esistenza di un’organizzazione dedita al rilascio di titoli di laurea attraverso un ateneo non accreditato né legalmente riconosciuto dal sistema universitario italiano e, pertanto, non abilitato al rilascio di titoli aventi valore legale. Per conferire all’istituzione un’apparenza di ufficialità e affidabilità, sul portale venivano riportati riferimenti a presunti accreditamenti e iscrizioni presso enti e registri pubblici e utilizzato anche il logo della Regione Campania. Le indagini, sviluppate anche attraverso l’analisi delle fonti aperte, hanno inoltre documentato la diffusione online di articoli, immagini e video relativi a cerimonie di conferimento di lauree e lauree honoris causa, consentendo agli investigatori di individuare numerosi destinatari dei titoli. Nel corso delle perquisizioni i finanzieri hanno inoltre accertato l’assenza di una reale struttura universitaria. Nelle abitazioni dei principali indagati è stata sequestrata una copiosa documentazione relativa al rilascio, tra il 2004 e il 2024, di certificati di laurea a 459 soggetti, 49 delle quali erano honoris causa, tutti recanti il sigillo contraffatto della Regione Campania.
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