L’ultimo saluto a Christian, l’omelia: la morte non ha l’ultima parola, Cristo è al vostro fianco

0
542

MOSCHIANO- “La morte non ha mai l’ultima parola”. E’ un passaggio dell’omelia di Don Cosimo Monopoli, il cappellano militare di Avellino che oggi pomeriggio ha officiato nella Chiesa di Maria Ss Della Carita’ di Moschiano i funerali del piccolo Christian Romano, il bambino di dieci anni deceduto dopo un violento impatto con una Jeep lunedi scorso in un tornante della strada che collega Lauro a Moschiano. Ha usato parole di conforto per papà Gianluca e mamma Mariella e per il fratellino di Christian, stravolti e devastati dal dolore. Una Chiesa gremita ed un via vai di persone che dalle quindici e venti di oggi, quando il feretro del piccolo e’ giunto a Moschiano dal Moscati di Avellino, hanno voluto stringersi intorno ai familiari di Christian. Ci sono anche i sindaci della zona in fascia tricolore e con i gonfaloni in Chiesa. A partire da Sergio Pacia, il sindaco di Moschiano che ha proclamato il lutto cittadino. Davanti alla Chiesa ci sono i palloncini bianchi e azzurri, i confetti e il riso che si usano come i fuochi di artificio per salutare una giovane vita spezzata. E le lacrime di centinaia di persone. Don Cosimo ricorda l’impotenza delle nostre vite davanti al dolore: “Oggi e’ uno di questi giorni. Davanti a questa bara bianca, davanti ad una vita spezzata a soli dieci anni, l’unica reazione umana e’ il pianto”. Don Cosimo ha ricordato le parole di dolore nelle Lamentazioni ma anche il barlume di speranza con cui si concludono: “Buono e’ il Signore con chi spera in lui”, la bontà del Signore. “Questa lamentazione permette anche a voi genitori e a chiunque soffra in questo momento di esprimere il proprio lamento a Dio. Gesù non è lontano da questo pianto…oggi Gesù è qui, in uno di questi banchi, accanto a voi mamma e papà a piangere per Christian. Perché Dio non ha voluto questo incidente, Dio non gode del dolore dei suoi figli, Dio soffre con noi”. “La domanda che ci lacera il cuore è perché? Perché un bimbo di dieci anni? Perché sulla strada? Se cerchiamo una risposta terrena c’e’ solo la rabbia” la risposta sta nella lettura di San Paolo: “non c’è morte che potra’ strapparci dall’amore di Cristo”. Tutto l’ amore e i sorrisi di questi dieci anni hanno un filo invisibile che continua a legarci a lui in Cristo”. All’uscita del feretro sulla rara bianca del piccolo la maglietta del Napoli e le note di “Sta passando novembre”. Aerre