“I Pride nelle piccole realtà sono molto più importanti, perché nascono dal basso, senza grandi sponsor o sovvenzionamenti”. È con queste parole che Priscilla, autodefinitasi “la zia dell’Irpinia Pride”, ha sintetizzato il senso della manifestazione che nel pomeriggio ha attraversato le strade di Atripalda, trasformando il centro cittadino in un corteo arcobaleno di musica, balli e colori.
Circa 400 persone hanno preso parte all’iniziativa, che ha animato prima Piazza Umberto I e poi il centro storico, in un clima di festa ma anche di rivendicazione civile. Un Pride che, nelle intenzioni degli organizzatori, non è soltanto celebrazione, ma anche spazio di riflessione pubblica su diritti, inclusione e visibilità delle persone LGBTQIA+. Tra le presenze più riconoscibili del corteo anche quella di Alessio Marzilli, noto al grande pubblico per la sua partecipazione al programma Propaganda Live, e di Porpora Marcasciano, Presidente della Commissione Pari Opportunità di Bologna. Non è mancata la partecipazione istituzionale: con la fascia tricolore e la t-shirt del Pride ha preso parte al corteo il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo, insieme al sindaco eletto di Avellino Nello Pizza.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è Christian Coduto, presidente di Apple Pie, che ha parlato di un evento dal doppio valore: “un momento di festa, come sempre, ma anche di riflessione, come è tipico dei nostri Pride e delle iniziative che li accompagnano”. Il messaggio scelto per questa edizione, ha spiegato Coduto, è stato volutamente diretto e immediato: “Tranquill*, non è contagioso. E’ favoloso”. Non è mancato anche uno sguardo sul contesto territoriale e sulla capacità dell’Irpinia di essere realmente inclusiva. Alla domanda su questo aspetto, Coduto ha risposto così: “Devo dire la verità: io sono di Caserta, ma ho vissuto per tanti anni in Irpinia. C’è ancora molto da fare, come in tutte le città del mondo, però non vedo un territorio respingente. Ci sono persone che ci sostengono molto e poi, sui social, arrivano anche messaggi negativi. Tuttavia è un lavoro che va fatto insieme ai cittadini. Noi non siamo da una parte e i cittadini dall’altra. I cittadini stanno con noi se hanno voglia di ascoltare il nostro messaggio. Io non sono pessimista, assolutamente.”
