AVELLINO- Tre condanne e un’assoluzione per gli imputati nel processo per lo scandalo degli stipendi gonfiati e inventati all’Asl di Avellino. Quelle invocate al termine della sua requisitoria davanti al giudice monocratico del Tribunale di Avellino Gian Piero Scarlato dal sostituto procuratore della Repubblica di Avellino Fabio Massimo Del Mauro.
LE RICHIESTE
Sei anni di reclusione per Giovanni La Torre, dipendente all’epoca dei fatti dell’Asl di Avellino e addetto all’unità Operativa Gestione e Valorizzazione delle Risorse Umane (settore dedicato alla elaborazione dal pagamento degli stipendi), difeso dagli avvocati Umberto Del Basso de Caro e Marcello D’Auria, senza esclusione delle attenuanti generiche, tre anni per Maria Giuseppa Grasso, classe 56 di Teora, all’epoca dei fatti commessa in un negozio ma risultava invece dipendente ASL e per Giovino Nicolino, autista di ambulanza presso il 118 di Calitri, difeso dall’avvocato Alberico Villani, assoluzione per Carmine Montella, medico, difeso dall’avvocato Ettore Marcarelli. Tutti rispondono di truffa aggravata nei confronti dell’ASL di Avellino.
LA VICENDA
Un medico soccorritore del 118 di Calitri (nel frattempo deceduto per cui ometteremo il nome) che percepiva indennità di medico di base e grazie all’utilizzo di nomi diversi, tutti riconducibili ad un unico codice fiscale, incassava doppio stipendio e ore di lavoro gonfiate. Solo nel dicembre 2018 infatti, come scoperto dalla Guardia di Finanza gli erano state attribuite 1068 ore di lavoro, trentacinque ore al giorno. Nel periodo tra il 2015 e il 2018 avrebbe incassato stipendi per circa 800 mila euro. Una commessa che era stipendiata come “medico di continuità” e avrebbe percepito stipendi dal gennaio al marzo 2018, un autista di ambulanza che risultava medico di continuità. Tutti collegati al dipendente che si occupava degli stipendi e che aveva attivato anche conti dedicati oltre alle false voci stipendiali e agli orari di lavoro gonfiati per truffare l’Asl. Tutto scoperto da una segnalazione di anomalie da parte della stessa ASL di Avellino e dalle indagini dei militari delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Avellino.
LA REQUISITORIA DEL PM DEL MAURO
Per il pm Fabio Massimo Del Mauro la “gravità dei fatti acclarati in maniera certa” dalle indagini. Quella che lui stesso ha coordinato e che ha ricostruito dettagliatamente in una memoria depositata al Tribunale e nella discussione in aula. “Vicenda a partire dal 2018 allorquando dai vertici dell’Asl viene comunicata una anomalie nei pagamenti stipendiali ad un medico in servizio al 118 di Calitri. Anomalie visto che le erogazioni mensili non corrispondevano per eccesso ad altri medici aventi analoghe funzioni”. Era venuta fuori quella che il magistrato ha definito “una situazione paradossale”, visto che era emerso come erano state rilevate delle partite stipendiali che differiscono per le generalità ma sono collegate al codice fiscale dello stesso medico.
“Parte l’ indagine della Compagnia della Guardia di Finanza, ed emergono le anomalie anche soltanto guardando i prospetti relativi ai dipendenti ASL quelli del medico e’ quello che risalta di più. Intanto perché risulta il pagamento per un incarico di medico generico e non soccorritore come era invece inquadrato”. Del Mauro ricorda in aula che “iniziano delle verifiche più approfondite e si iniziano ad investigare sulle posizioni di chi abbia potuto ordire quesito inganno. I sospetti si concentrano su La Torre Giovanni”. In tutta la vicenda, per il magistrato si evidenza “una convergenza sfortunata tra una cattiva gestione e una condotta fraudolenta” . Perche” ricorda il pm “In tutta questa filiera manca la funzione di controllo perché in realta emerge che il dirigente di La Torre (il dirigente era stato indagato e poi archiviato) aveva segnalato una criticità profonda e ciononostante il comportamento illecito di La Torre continua”. Per Del Mauro non ci sono dubbi sul fatto che La Torre sia colui che aveva ordito questa truffa ai danni dell’Asl di Avellino.
IL BLITZ DELLE FIAMME GIALLE E LE 1068 ORE IN UN MESE
Per il magistrato infatti “l’episodio assolutamente sintomatico” e’ quello avvenuto il 13 dicembre del 2018, quello “che e’ uno spaccato di come avveniva la frode”. In quel mese erano state conteggiate al medico in servizio presso il Disretto di Calitri 168 ore “che vengono cambiate in 1068 ore, che quindi accettavano che il medico aveva lavorato 35 ore al giorno facendo un calcolo mensile delle 1068 ore accreditate.
Durante questa attivita abbiamo un operazione di rettifica che passa di nuovo a 168 le ore conteggiate. Nel corso del controllo arriva la telefonata del medico a La Torre”. Per Del Mauro agli atti Procura e Fiamme Gialle hanno: ” tutta una serie di elementi che fanno convergere tutti gli indizi verso La Torre. In più abbiamo le dichiarazioni delli stesso medico. Ci racconta come siamo arrivati a questo. Il medico ci racconta che si rivolge a La Torre per delle problematiche previdenziali e che gli promette un suo aiuto e dopo questa promessa, iniziano ad arrivare somme e quando il medico chiese spiegazioni, il La Torre gli garantisce di non avere paura”. Il medico aveva confermato anche che alcune somme erano state destinate ad acquisti commissionati dallo stesso La Torre.
“Il medico ci dice di un acquisto di un drone che gli viene chiesto da La Torre ed infine anche della riparazione della vettura di Fiore e dell’acquisto di farmaci”. Per Del Mauro le dichiarazioni del medico, che a causa dell’aggrabamento del suo stato di salute non era mai comparso in aula : “sono estremamente puntali, sono state tutte quante riscontrate puntualmente ascoltando il farmacista, il meccanico e il tecnico. Addirittura il tecnico che ha venduto il drone ha identificati il La Torre, perché per attivarlo era necessario identificare con i documenti chi lo avrebbe utilizzato. Abbiamo un racconto che e’ integralmente riscontrato. Credo che sulla posizione del La Torre non ci sia altro da aggiungere”. Per la posizione di Nicolino Giovino, autista di ambulanze, anche qui era stato il medico che propone a La Torre di poter fornire i dati dello stssso e aveva iniziato a percepire uno stipendio a titolo di medico di continuità, senza avere invece nessun rapporto con l’Asl di Avellino.
LA COMMESSA STiPENDIATA DALL’ASL, IL PM: RAGGIUNTO L’APICE
Per il pm Del Mauro “L’apice si raggiunge con la posizione di Grasso, che era dipendente di un negozio di abbigliamento, quindi un soggetto estraneo e che si ritrova dipendente dell ASL
LA PARTE CIVILE: CONDANNARE TUTTI
La parte civile, l’ ASL di Avellino costituita in giudizio e rappresentata dal penalista Nello Pizza ha chiesto la condanna per tutti gli imputati, presentando una articolata memoria. In aula per le discussioni dei difensori, si tornerà il 22 giugno. Aerre
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