L’Irpinia è tra le prime dieci province italiane vittime del racket

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Avellino – Prima i dati forniti da SOS Impresa ora quelli del Sole 24 ore confermano che l’Irpinia è tra le prime dieci province italiane vittime del racket. Secondo il quotidiano di Confindustria sono i 39 casi di pizzo nei primi sei mesi del 2009: queste le cifre che hanno fatto balzare Avellino ai vertici della classifica. Secondo i dati di SOS Impresa, la provincia di Avellino è messa peggio di Napoli in quanto ad estorsioni. Più nel dettaglio secondo quanto emerge dal dossier di Sos Impresa nel 2009, in Irpinia ci sono state 54 denunce, 105 attentati incendiari, 73 danneggiamenti. Tra i settori più colpiti il commercio e quello delle costruzioni.
“I dati che emergono dal rapporto sono allarmanti, purtroppo anche nella nostra provincia sempre più spesso le imprese impegnate nei lavori pubblici sono costrette a pagare il pizzo – afferma Gerardo Santoli segretario regionale dell’Ugl Costruzioni – Il fenomeno è aumentato negli ultimi anni, da quando i principali cantieri sono stati affidati ad imprese provenienti dal casertano e dal napoletano. Volendo cogliere l’aspetto positivo della vicenda – continua Santoli – c’è da dire che in Irpinia rispetto ad altre province è più elevato il ricorso alla denuncia, c’è un tessuto sociale che si ribella, solo per questo siamo tra i primi posti. E’ innegabile che episodi del genere sono più diffusi in altre province dove pagare il pizzo è una consuetudine e l’estorsione non viene più denunciata. Il mio appello alle imprese è di continuare a denunciare, noi come forza sindacale siamo a disposizione per qualsiasi segnalazione. Solo con un tessuto sociale coeso e integro – conclude Santoli – che vede il coinvolgimento di forze dell’ordine, istituzioni, sindacati e imprese si può arginare la diffusione del fenomeno”.

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