Provincia – Deserta la seduta, si attende il deposito della sentenza

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Provincia – Salta il numero legale: il Consiglio provinciale si rinvia. Dopo la presentazione da parte dei consiglieri dello Sdi Trifone Greco e Giacomo Carpenito della diffida stragiudiziale nei confronti della Presidente De Simone e del Presidente del Consiglio, Erminio D’Addesa, l’assise va deserta. Una ‘strategia’ per attendere, con ogni probabilità, che la sentenza venga depositata altrimenti… “ci sarebbe stato – precisa il Presidente D’Addesa – un vizio di forma”. “Un fatto tecnico” così lo definisce il consigliere di Alleanza Nazionale Luigi Vannetiello, seguito a ruota dal compagno di partito Umberto Cammino. È proprio quest’ultimo a precisare che la proposta avanzata dai capigruppo istituzionali ha trovato d’accordo l’intera opposizione. “La decisione – continua D’Addesa – è stata assunta unanimemente nel corso della conferenza dei capigruppo e si attiene all’ordinanza del Consiglio di Stato del 20 gennaio 2006 (… dichiara inammissibile l’istanza cautelare, ricorso n. 375/2006) con la quale si dichiara la inammissibilità della richiesta inoltrata dai consiglieri dello Sdi, Giacomo Carpenito e Trifone Greco”. Ad ogni modo una volta depositata la sentenza la conferenza dei capigruppo si riunirà di nuovo per stabilire la nuova seduta consiliare “dal momento che il dibattito consiliare si rende necessario anche in considerazione del fatto che ci sono importanti questioni all’ordine del giorno da approvare. È interesse – conclude D’Addesa – sia della maggioranza che dell’opposizione affrontare scadenze importanti, quali il bilancio, e garantire la compattezza del Consiglio nella sua interezza. Per il momento, dunque, entreranno in Consiglio Raffaele Lanni in quota Forza Italia e Mario Rizzi della Margherita”.

Parte della diffida stragiudiziale presentata dallo Sdi

“…premesso che il Presidente D’Addesa ha convocato il Consiglio per il giorno 23 gennaio 2006 con all’o.d.g presa d’atto sentenza Tar Campania, convalida consiglieri proclamati eletti; che la cosiddetta sentenza cui fa riferimento la predetta convocazione non risulta allo stato né pubblicata, né notificata i ricorrenti, né comunicata all’amministrazione provinciale nelle forme previste dall’art. 83/11 Dpr 570/1960; che allo stato risulta notificato un dispositivo privo delle parti del processo, del Collegio giudicante, non numerato, né regolarmente depositato e pubblicato, né letto in udienza con la conseguenza che nel processo elettorale l’omissione della lettura in udienza del dispositivo della sentenza comporta la nullità della sentenza stessa per la violazione delle garanzie di concentrazione processuale e di immutabilità della decisione ed in forza del quale l’amministrazione provinciale intende procedere alla proclamazione dei consiglieri provinciali in sostituzione dei ricorrenti, legittimamente componenti del Consiglio provinciale; … che il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile l’istanza cautelare con la seguente motivazione: al dispositivo non può essere attribuita efficacia esecutiva”… Da qui invitano e diffidano, ciascuno per la propria responsabilità, il Presidente dell’amministrazione provinciale di Avellino e il presidente del Consiglio provinciale dal tenere la seduta convocata per il 23 gennaio per essere la stessa nulla per non aver convocato i consiglieri provinciali Carpenito e Greco. Con riserva di adire anche in altre sedi l’autorità giudiziaria e riserva di richiesta dei danni prodotti e producendo.

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