La vertenza degli ex lavoratori ArcelorMittal torna ad accendere i riflettori sulle dinamiche industriali del territorio irpino. Questa mattina, sindacati e operai si sono riuniti in un presidio davanti alla Prefettura di Avellino per chiedere risposte immediate e lo sblocco di una situazione ormai paralizzata. Il destinatario principale dell’appello è la Regione Campania, e in particolare il presidente della Giunta Regionale, Roberto Fico.
La richiesta delle sigle sindacali è unanime e perentoria: “La Regione intervenga subito e convochi tutte le parti a un tavolo per chiarire il futuro: Fonderie Pisano o un’alternativa industriale”.
Il timore diffuso tra i rappresentanti dei lavoratori è che i ritardi accumulati possano far scivolare la vertenza nel dimenticatoio, vanificando i passi avanti fatti in passato. A sottolineare l’urgenza della questione è Luigi Galano, segretario della Fim Cisl: “La preoccupazione è che in questa fase di stallo prolungato si perda l’attenzione dal focus. Io ricordo che ci sono 33 lavoratori che erano arrivati a ridosso della risoluzione di questa vertenza e ora, invece, devono iniziare tutto da capo”. Un dramma occupazionale che coinvolge decine di famiglie in attesa di certezze.
A fargli eco è Gaetano Altieri della Uilm che punta il dito sulla necessità di riallacciare il dialogo istituzionale tenendo conto delle vocazioni del territorio: “Oggi vogliamo sollecitare le istituzioni, e in particolar modo la Regione Campania, a ricomporre un tavolo per fare una valutazione sulle nuove manifestazioni di interesse che sono arrivate. È nostra intenzione arrivare a un’intesa per non far dimenticare i lavoratori, tenendo conto delle esigenze del territorio, e quindi dei sindaci e dei comitati. Noi riteniamo che non vi sia incompatibilità tra l’industria e lo sviluppo del settore agricolo”.
Per la Fiom Cgil, la situazione attuale è una vera e propria “impasse inspiegabile”, come la definisce il segretario Giuseppe Morsa. Il leader provinciale della Fiom chiede chiarezza sui veri intenti degli attori in campo: “È fondamentale che al tavolo ci siano tutte le parti in causa, quindi anche Pisano e le aziende interessate agli investimenti. Anche perché, se sono davvero interessate, ci sono anche altri capannoni vuoti nel nostro territorio”.
Infine, a delineare la prospettiva logistica e strategica ci pensa Ettore Iacovacci, segretario dell’Uglm, che richiama l’ente regionale alle proprie responsabilità operative: “La Regione dovrà ricoprire un ruolo importante per la ricerca di un nuovo sito, all’interno della zona Asi di Avellino, per Fonderie Pisano. Che non lascia, avendo fatto il passaggio di proprietà”.

