“Rifrazioni Emotive”, da Ponticelli parte il progetto contro la violenza di genere

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NAPOLI – Si chiama “Rifrazioni Emotive” il progetto presentato all’IC Toti Borsi Giurleo di Ponticelli e guidato scientificamente dal professor Filippo Gomez Paloma, ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, con l’obiettivo di promuovere le pari opportunità e contrastare la violenza di genere attraverso un percorso educativo strutturato e multidisciplinare.

L’iniziativa, ospitata dall’istituto diretto dalla dirigente scolastica Chiara Schiavo, ha segnato l’avvio di una rete di collaborazione tra scuole campane. Oltre all’IC Toti Borsi Giurleo (NA), hanno aderito l’IC Genovesi di San Cipriano (SA), l’IC De Filippo di Poggiomarino (NA), l’ISISS Marconi di Vairano Scalo (CE) e l’I.O. Benedetto Croce di Lauro (AV), condividendo impostazione metodologica e finalità educative.

Alla presentazione hanno preso parte, oltre al professor Gomez Paloma, il dottor Federico Mantile, neuropsichiatra infantile, la dottoressa Antonella Formicola, giurista e criminologa, e il dottor Antonio Cuccaro, pedagogista clinico, ciascuno con il proprio contributo specialistico all’interno di un modello integrato di intervento.

«La nostra comunità scolastica crede fortemente nella costruzione di una rete educativa stabile – ha dichiarato la dirigente Chiara Schiavo – perché solo facendo sistema possiamo incidere realmente sulla prevenzione e sulla formazione delle nuove generazioni».

Alla base di “Rifrazioni Emotive” c’è la consapevolezza che fenomeni complessi come la violenza di genere, la discriminazione e il disagio adolescenziale non possano essere affrontati in modo frammentario. Le 25 ore previste per ciascun istituto non rappresentano una soluzione definitiva, ma un punto di partenza per attivare consapevolezza e responsabilità condivisa tra studenti, docenti e famiglie. Questo è quanto affermato dal professor Gomez Paloma in apertura dei lavori, sottolineando la necessità di costruire un ecosistema educativo capace di lavorare in sinergia e non per compartimenti stagni.

Il modello elaborato integra competenze pedagogiche, neuropsichiatriche, psicologiche e giuridico-criminologiche, mettendo al centro la gestione delle emozioni come strumento concreto di prevenzione. L’obiettivo è restituire alla scuola il ruolo di spazio di possibilità: luogo in cui intercettare fragilità, valorizzare talenti inespressi e offrire strumenti adeguati per comprendere e governare le proprie emozioni, riconoscendo le differenze e rispettando le specificità di ciascun contesto scolastico.

Particolarmente significativo è stato l’intervento della dottoressa Antonella Formicola, giurista e criminologa, da anni impegnata nello studio e nel contrasto alla violenza di genere. Nel suo contributo ha evidenziato come il fenomeno non possa essere letto esclusivamente nella sua dimensione repressiva, ma debba essere compreso nelle sue radici emotive e culturali. «Se vogliamo prevenire – ha sottolineato – dobbiamo partire dalle emozioni, dalla gestione della rabbia, dalla capacità di ricostruire relazioni sane. Comprendere le dinamiche che portano alla violenza significa intervenire prima che si trasformino in tragedia». Un passaggio che ha rafforzato il senso educativo del progetto, orientato non solo alla sensibilizzazione, ma alla formazione profonda delle coscienze.

L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio quadro delle azioni promosse dalla Regione Campania per la valorizzazione della cultura delle pari opportunità, dell’educazione affettiva e della gestione delle emozioni, con fondi destinati alle scuole per percorsi formativi finalizzati alla prevenzione della violenza di genere e al rafforzamento della rete territoriale.

Al termine del percorso, le scuole aderenti condivideranno risultati e riflessioni in un momento di restituzione comune, consolidando una rete che nasce dalla collaborazione territoriale e guarda alla prevenzione come investimento culturale di lungo periodo. Con “Rifrazioni Emotive”, Ponticelli diventa così il punto di partenza di un progetto che ambisce a trasformare l’educazione emotiva in leva concreta contro la violenza di genere in Campania.