“In ritardo per il congresso del Pd, ma il perimetro è il campo largo”. Voto in Città, il M5s ha le idee chiare

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«In ritardo per le dinamiche congressuali del Pd, ma il perimetro è già delineato ed è quello del campo largo». In estrema sintesi sono queste le parole dell’ex consigliere regionale Vincenzo Ciampi e dell’ex consigliere comunale Antonio Aquino, entrambi esponenti del Movimento 5 Stelle.

I pentastellati si sono ritrovati in mattinata ad Avellino Scalo per un incontro informativo sulle ragioni del No al Referendum del 22 e 23 marzo. Oltre all’appuntamento referendario, però, incombe il voto amministrativo in città: data già prefissata e presentazione delle liste entro due mesi. L’obiettivo è dare un’accelerata al tavolo della coalizione.

Pochi giorni fa si sono registrate le assenze sia del M5S sia del capogruppo Pd in Regione Campania, Maurizio Petracca, all’assemblea convocata da Sinistra Italiana e dall’associazione Controvento. «Personalmente – motiva Ciampi – la mia assenza è dovuta a un impegno contingente, ma avevo assicurato la mia partecipazione, quindi non va enfatizzata quest’assenza anche perché era la manifestazione di un partito. Gli appuntamenti davvero importanti, e da non mancare, sono quelli che nascono con l’obiettivo di unire tutto il campo largo, dove sono presenti tutte le forze della coalizione. Non era un evento particolarmente significativo – continua l’ex sindaco –. Noi abbiamo diramato un comunicato con cui sollecitavamo tutte le forze del campo largo a vederci e a darci una mossa. È evidente che in questa fase aspettiamo la forza maggioritaria, ovvero il Pd, con cui insieme nel giro di due settimane convocheremo il tavolo. Le vicende del ritardo dei dem sono evidenti, ovvero la fase congressuale che stanno attraversando. Sembra che siamo in ritardo e lo siamo, però il progetto politico è delineato ed è quello del campo largo, ovvero le stesse forze politiche che hanno portato alla vittoria di Roberto Fico in Regione Campania. Il perimetro è tracciato così come il programma, che è lo stesso dello scorso anno da integrare con tutte le forze politiche, e ogni forza politica lavora sui propri punti programmatici da condividere successivamente. Siamo in ritardo – ribadisce ancora Ciampi – ma conosciamo la causa del ritardo e abbiamo le idee chiare: il campo largo anche ad Avellino. Come M5S lavoriamo in questo senso, il progetto politico che ha portato Fico alla vittoria è lo stesso che vogliamo ad Avellino. Ovviamente ci vuole il consenso di tutti, deve essere una coalizione inclusiva e si riparte da questo».

Sul candidato sindaco, Ciampi frena: «È prematuro parlare di nomi. Aspettiamo il tavolo di coalizione. A mio avviso, il candidato apicale deve essere una figura in grado di vincere al ballottaggio, l’obiettivo è questo. Va individuato un candidato sindaco che personalmente preferirei fuori dagli apparati partitici e quindi con una forte connotazione civica, capace di raccogliere consenso trasversale in città», anche perché, ricorda, «l’obiettivo non è arrivare al ballottaggio, ma vincerlo e quindi governare Avellino».

Sulla stessa linea Antonio Aquino: «Non direi che siamo in alto mare, perché siamo in un momento di riorganizzazione interna ai partiti che compongono la coalizione. Vanno rispettate le dinamiche interne ai partiti, è un momento di strutturazione. Noi come M5S stiamo preparando un programma da portare al tavolo di coalizione e da discutere insieme alle altre forze. I tempi sono stringenti perché tra due mesi vanno presentate le liste, ma c’è spazio per accelerare i processi interni ai partiti. Occorre avviare interlocuzioni mirate per costruire un programma strutturato e, immediatamente dopo, individuare un candidato sindaco che possa guidare la coalizione e raggiungere gli obiettivi del progetto in tempi concreti. È vero che i tempi stringono, ma c’è la possibilità di sedersi al tavolo anche nel breve. L’assemblea di Sinistra Italiana e Controvento è stata un modo per far partire il tavolo in maniera immediata. Io sono favorevole all’accelerazione dei tempi, ma anche al rispetto delle dinamiche interne dei partiti. Questa partita è importante e potrebbe determinare un cambiamento tanto invocato dalla città, quindi c’è anche il dovere di ragionare bene sulla struttura migliore e sul miglior programma da sottoporre al tavolo di coalizione, in modo da generare una compagine politica degna di governare Avellino».

«L’auspicio è trovare una sintesi in tutti i territori», ha rimarcato anche Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato, che stamane ha avuto una full immersion nel quartiere avellinese di Borgo Ferrovia con l’incontro con l’associazione “Nui Rà Ferrovia” e la visita al Murale della Pace di Ettore de Conciliis nella chiesa di San Francesco d’Assisi.

Queste le sue parole: «Visitare quest’associazione mi ha mostrato quanto ci sia voglia di partecipare e di attivarsi come cittadini anche alla scrittura del programma. Quindi campo largo per contrastare una destra che ormai nel Paese ha rappresentato plasticamente quale idea di futuro ha. Oggi parleremo del referendum e spiegheremo come questa destra stia scardinando gli ultimi pilastri della Costituzione: dopo aver marginalizzato il ruolo del Parlamento, ora vuole assoggettare la giustizia alla politica».

A chi le chiede se sarà campo largo anche a Salerno con Vincenzo De Luca, Castellone risponde: «L’idea è sempre quella di costruire prima un progetto. Prima ancora di parlare di persone, si definisce il programma e il progetto che risponde alle esigenze dei cittadini, poi si individuano le persone giuste per rappresentarlo. L’auspicio è lavorare insieme in tutti i territori e con i cittadini per trovare sintesi e valori condivisi. Al momento la discussione su De Luca è principalmente interna al Pd, è un percorso che va fatto prima all’interno del Pd e poi nel campo largo», conclude la senatrice pentastellata.