Cesinali, i Carabinieri stringono il cerchio sui presunti aggressori di Via Salice: cinque indagati

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CESINALI- Hanno ventidue e ventitre’ anni i presunti autori della brutale aggressione ai danni di un ventenne di Cesinali avvenuta un anno fa, quando il giovane era stato prelevato con una scusa e condotto nelle campagne dove era stato massacrato di botte e lasciato senza telefonino, danneggiato per evitare che potesse contattare i soccorsi. A chiudere il cerchio intorno ai due presunti aggressori sono stati i Carabinieri della Compagnia di Solofra, in particolare i militari della Stazione di Aiello del Sabato, agli ordini del maresciallo capo Vittoria Amalfitano, che hanno anche denunciato altri tre ventenni, accusati di favoreggiamento. Tutti e cinque indagati sono stati destinatari di un avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura della Repubblica di Avellino.
LE ACCUSE
L’accusa nei confronti di F.N classe 2004 di Santo Stefano del Sole e S.D classe 2003 di Prata Principato Ultra, ritenuti dagli inquirenti gli autori della brutale aggressione e’ quellla di lesioni personali aggravate dalle più persone riunite e per aver approfittato di circostanze di tempo tali da ostacolare la privata difesa in considerazione dell’ orario in era avvenuta la brutale aggressione, ovvero le sei del mattino circa. A questa si aggiunge quella di danneggiamento del telefonino della vittima, reso inutilizzabile per evitare che potesse allertare o chiedere soccorso. I due indagati sono accusati di aver danneggiato il telefono cellulare in modo tale da renderlo inutilizzabile e per impedire eventuali richieste di soccorso. Anche in questo caso con la circostanza aggravante di aver approfittato di circostanze di tempo tali da ostacolare la privata difesa.
IL FATTO
Nella notte del 16 febbraio di un anno fa i due presunti aggressori avevano rintracciato la vittima nella frazione di Villa San Nicola di Cesinali e dopo averlo fatto a salire a bordo della loro autovettura lo avevano condotto in un luogo isolato del paese, ovvero nei pressi di Via Salice, e qui dopo averlo fatto scendere dall’auto entrambi lo avevano colpito violentemente e ripetutamente con calci pugni e schiaffi, sul viso, sull’addome e su tutto il corpo. La vittima era stata abbandonata priva di sensi, sul luogo del pestaggio. Una prognosi di più di quaranta giorni quella rimediata dal malcapitato. Oltre ad un trauma facciale anche fratture mandibolari ed escoriazioni sul viso.
TRE NEI GUAI PER FAVOREGGIAMENTO
Sono tre i presunti favoreggiatori dei due aggressori denunciati dai militari della Stazione di Aiello del Sabato per le dichiarazioni rese in sede di sommarie informazioni testimoniali. A partire da G.L venti anni, di Cesinali. Secondo le accuse
avrebbe reso dichiarazioni contraddittorie, reticenti e mendaci ai Carabinieri nell’ agosto 2025, negando di conoscere l’identità dei responsabili dell’aggressione. Elemento , smentito dal contenuto delle conversazione avuta con il padre il due agosto 2025, oggetto di captazione nel corso dell’attività investigativa mettendone in dubbio la stessa presenza sul luogo e al tempo dei fatti. A smentirlo le immagini estratte dal sistema di vodeosorveglianza del comune di Cesinali posizionate nei pressi di un circolo nella frazione di Villa San Nicola, che dimostrano che il ventenne, sceso dall’auto, in quelle circostanze, si e’ unito al gruppo di persone arrivate an Villa San Nicola, tra le quali fîguravano i due presunti autori del pestaggio. Oltre ad aver precedentemente indotto altre persone informate sui fatti a rendere false informazioni ai Carabinieri. Nei guai anche un altro ventenne di Cesinali, accusato di favoreggiamento. Ai Carabinieri avrebbe negato la presenza
degli indagati sul luogo dei fatti (presenza, invece, a lui nota, come evincibile dalle immagini estratte dal sistema di videosorveglianza del comune di Cesinali, che imostrano come anche lui sceso dall ‘auto, si è unito al gruppo di persone arrivate presso Villa San Nicola”. Infine il ventunenne C.P, di Serino, che ai Carabinieri aveva negato di aver seguito la vettura dove stavano trasportando il giovane vittima da li a poco del brutale pestaggio. A smentire anche lui le telecamere di videosorveglianza del Comune di Cesinali, che invece hanno attestato più volte iI passaggio dell’ auto che seguiva quella in uso agli indagati. Aveva anche riferito agli inquirenti informazioni false e sconfessate dalle immagini registrate dalle telecamere sul motivo per cui si trovasse in giro con la sua auto a Cesinali la mattina
del 16 febbraio 2025, ovvero per l’esigenza di uscire presto poiché impegnato di primo mattino, per esigenze di lavoro.