Airoma saluta l’Irpinia e invita la comunità: non svendete la vostra storia ai saltinbanchi

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AVELLINO- “Non svendete la vostra storia, la vostra dignità ai primi saltimbanchi di passaggio. Siate orgogliosi della vostra storia, che ha visto dare i natali a personaggi come Francesco De Sanctis, gente dalla schiena dritta. Siate orgogliosi della vostra storia. Tutelate la vostra terra, curate il vostro ambiente, in tutti i sensi. Perchè la verde Irpinia possa rimanere sempre verde. Questo è un compito che Nostro Signore vi ha affidato”. Il Procuratore della Repubblica di Avellino Domenico Airoma ha voluto lasciare questo “invito”, così lo ha definito, alla comunità irpina, nel giorno in cui al Polo Giovani della Diocesi ha incontrato il mondo della scuola e della società avellinese, in particolare le associazioni. Un invito a difendere l’Irpinia, una terra a cui si sente legato, anzi si sente appartenere ormai. “Abbiate cura di questa terra, abbiatene cura- ha spiegato il magistrato – in tutti i sensi. Prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità è sempre stato il mio cruccio, anche attuale. Anche rispetto al fatto che si rappresentava: ma li non succede nulla. Non è vero. Dobbiamo essere capaci di capire quello che sta per succedere. Quella è la capacità di un vero investigatore. Abbiate cura della vostra terra, drizzate le antenne, organizzate presidi di vigilanza”. E ha anche ricordato il forte legame, il senso di appartenenza all’Irpinia: “Mi sento figlio di questa terra- ha spiegato Airoma- Se c’è un senso a questo saluto che ho voluto organizzare insieme al prefetto è anche per trasferirvi questo mio senso di appartenenza. Vado in un’ altra Procura ma in qualche modo resto con voi”. E ha citato anche Seneca per spiegare come c’è un senso a questo rapporto con l’Irpinia ormai storico: “La sapienza classica ci aiuta, c’era una frase imparata da un mio docente che diceva “fata ducunt volentem, nolentem trahunt” (il destino guida chi lo accetta, trascina chi si oppone) dobbiamo acquisire la capacità in qualche modo di assecondare il nostro destino, che non significa rassegnarsi, ma sforzarsi di capirne il senso. Se lo facciamo possiamo in qualche modo non dico governarlo ma farlo nostro, se ci opponiamo il rischio è quello di essere irrimediabilmente trascinati verso il non senso. Forse è quello che capita spesso nelle nostre vite oggi: non comprenderne il senso. E allora, davvero, volevo trasferirvi questo mio ringraziamento, questo mio senso di appartenenza alla terra irpina”. Alla base anche dei risultati da parte della Procura c’è il sostegno di tutti, ha voluto ricordare il magistrato: “Qualcuno alla Dda mi disse eh, ma cosa pensi che puoi fare ad Avellino. E invece qualcuno in questa sala ricorderà quello che abbiamo fatto insieme, perché un’altra cosa che voglio sottolineare è che se qualche risultato è stato conseguito dalla Procura di Avellino, è stato conseguito in virtù della collaborazione di tanti irpini che hanno sostenuto l’attività della Procura di Avellino. Forze di Polizia, personale amministrativo ma anche i vari ambiti. Non sarebbe stato possibile conseguire risultati positivi se non avessi avuto il sostegno dalla gente di questa provincia, di questo territorio. Perchè quando noto la rassegnazione e lo sconforto perché le cose non possono cambiare, dico: non è possibile, le cose possono cambiare! Dipende da noi, dalle donne e dagli uomini di questa terra. Ne ho avuto la dimostrazione. Perchè questa è una terra fatta di gente tenace, perseverante, caparbia, ma che se vuole raggiungere un risultato lo raggiunge. Ecco, questo è il mio elogio all’Irpinia, che ormai fa parte della mia vita”.