Provincia – Nicola Vella: da ‘illustre ignoto’ a riferimento storico

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Provincia – Nicola Vella: un uomo dalla forte personalità. Una figura complessa ed articolata. Un politico di idee e di concrete realizzazioni. A lui il volume ‘L’Irpinia dell’Utopia’, presentato questo pomeriggio a Palazzo Caracciolo all’attenzione di una platea partecipe nel discutere del progetto politico di un ‘intellettuale meridionale’. Al tavolo della sala Grasso il presidente del Consiglio provinciale Erminio D’Addesa, la presidente Alberta De Simone, l’on. Gerardo Bianco, i prof. Francesco Barra, Francesco Saverio Festa, Fiorenzo Iannino ed Emilio De Lorenzo, autore del libro e la moderatrice, la giornalista Natascia Festa. Tra i partecipanti, inoltre, il figlio Aldo. Nella pubblicazione non solo la presentazione di un illustre personaggio ma il percorso politico, risalente ai primi del ‘900, di chi “fu guida ed interprete dei bisogni e delle ansie più sentite dalle popolazioni dell’Alta Irpinia, bisognose di riscatto”. ‘Illustre ignoto’, così amava definirsi con ironia lo stesso Vella, mai incline al ‘culto della personalità’. Ma, spiega l’autore, “come testimonia la storia personale e politica, il suo nome non è certamente ignoto legato com’è non soltanto alla storia, alla politica e alla cultura locali. L’insigne irpino, figlio di Monteverde e di Lacedonia, fu un raro esempio di integrità morale, un amministratore retto e illuminato, giornalista battagliero e progressista”. Dall’antifascismo azionista all’occupazione delle terre incolte, alla diffusione del movimento contadino, una parabola esistenziale vissuta sempre tra incurvature, difficoltà, slanci e soprattutto una straordinaria dignità. E dopo l’esistenza la parola è data al ricordo. “La Democrazia Cristiana adottò nei suoi confronti una linea double-face. Da una parte si tramava per annientarlo politicamente e sul piano giudiziario fu vittima di una vera azione persecutoria”. E come ogni figura di rilievo Nicola Vella lascia dietro di sé non solo il suo ricordo. Alla ribalta, infatti, tornano i problemi di tutti i giorni che l’Alta Irpinia ancora vive, alla ricerca di una propria reidentificazione per affrontare il futuro attraverso il senso della sua storia. (di Manuela Di Pietro)

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