Avellino – Il movimento politico Noi Riformatori Azzurri di Avellino intende inserirsi nella problematica dibattuta, nell’ultimo periodo, sul futuro della politica riformista in provincia di Avellino. “Per molti le riforme sono una moda – si legge nella nota a firma di Orazio Sorece, presidente del Circolo Noi Riformatori Azzurri di Avellino – per altri un esercizio dialettico e filosofico, per altri ancora un’ulteriore possibilità di sviluppo dei propri interessi particolari. Di sicuro però le riforme sono una necessità dei tempi moderni ed il problema è farle. I primi sono pseudoriformatori che cercano solo di convincere gli altri della bellezza dei propri modi estemporanei di affrontate la tematica e nulla più, sono di solito superficiali non badano alla sostanza e le loro proposte sono solo il frutto di un cambio di abito del momento. La seconda categoria di persone è composta principalmente dagli intellettuali studiosi del tema. Tale categoria di riformatori teorici partecipa attivamente ai dibattiti, ai convegni ma rifugge l’impegno concreto in prima linea, vivendo lontano dalla politica attiva e dalle amministrazioni pubbliche perché le ritiene contaminate dalla mediocrità culturale. Infine, la terza categoria dei riformisti, nata nell’ultimo periodo, in conseguenza dell’assenza o dell’indebolimento delle forze politiche, ha determinato lo sviluppo di forti individualismi mascherati dall’impegno pubblico. Tali persone vogliono le riforme solo per scopi particolari e di parte e spesso fanno impegnare altre persone a pagamento per elaborare progetti faraonici e mai applicabili concretamente nella realtà, come è avvenuto ad esempio nella Regione Campania negli ultimi anni”. “Bisogna invece andare oltre e guardare il presente nell’ottica storica per costruire un futuro accettabile da tutti – continua – Stiamo preparando il programma politico di Noi Riformatori Azzurri alle prossime elezioni politiche regionali. E quindi invitiamo tutti i cittadini sensibili a partecipare ad un ciclo di incontri e di seminari per cominciare a gettare il seme nell’arida terra politica irpina degli anni 2000. Qualche idea c’è già, bisogna approfondirla, esaminarla, criticarla e farla comunque andare avanti. Potremmo partire da alcuni concetti sul metodo e poi proseguire cercando di rimuovere gli ostacoli burocratici allo sviluppo economico delle piccole imprese esistenti, tenendo sempre al centro la persona e l’uomo ed i suoi bisogni reali mediante un confronto con i responsabili delle rappresentanze delle piccole e medie imprese della provincia di Avellino. Un buon punto di partenza è l’attuale discussione sull’epoca post-craxiana e sulle riforme del tema da lui avviate, ad esso intendiamo partecipare attivamente con tutte le nostre possibili energie”.
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