Regionali – Prc, Della Pia tra alleanze e primarie: “No a De Luca”

0
125

Avellino – Regionali sempre più in vista ma nodi della politica ancora intricati in Campania. Guardando al centrodestra, si osserva la designazione certa di un aspirante governatore, Caldoro, e un accordo siglato, quello del Pdl con l’Udc, che se sulla carta appare un solido salvacondotto verso una concreta possibilità di competere per la vittoria, nella pratica dei fatti mostra tuttavia come la strada del dialogo e dell’intesa non sia poi così liscia e spianata. Guardando al centrosinistra, invece, il quadro globale appare ancora in alto mare. Non solo non c’è nessuna certezza sul candidato apicale e i lavori in corso per le annunciate primarie sono tutt’altro che vicini alla chiusura, ma anche sul fronte degli apparentamenti, le prove d’accordo avviate tra il Pd e le altre forze di prossimità per ora non hanno ancora portato a risultati tangibili e definitivi. Il tempo però stringe e anche in Irpinia si lavora a ritmi serrati per puntellare i crismi di una coalizione che sia il più credibile e valida possibile. In questo senso non appare secondario il ruolo dei partiti di sinistra, reduci come sono, sul piano provinciale e comunale, da una tutto sommato buona affermazione alle scorse amministrative. Tra questi il Prc, con il segretario irpino, Tony Della Pia, che prova a tratteggiare lo status quo per la tornata elettorale di fine marzo.

Della Pia, partiamo dagli ultimi sviluppi e cioè dalla proposta avanzata dall’Idv regionale di una federazione in un soggetto unico dei partiti di centrosinistra. Modello improponibile?

Si, è una soluzione che a noi non interessa. Piuttosto il nostro impegno è rivolto verso la federazione della sinistra riunita, che come è facilmente intuibile, parte da un’idea di politica che cozza e non poco con il riformismo a cui sono legati gli altri partiti dell’area. La nostra è una critica forte al sistema vigente, sia sul piano sociale che su quello economico, con il capitalismo che mostra sempre più tutte le sue crepe e tutte le sue distorsioni. In quest’ottica appare davvero inimmaginabile la combinazione in un unico partito di anime così diverse. Il discorso cambia invece se si pensa al momento elettorale, e alle sue esigenze connaturate, prima fra tutte la necessità di compattarci per allontanare il rischio di una Regione lasciata in mano alle destre”.

No alla federazione, sì all’alleanza, dunque. Entro che termini?

La coalizione deve fondarsi inevitabilmente su basi programmatiche e al suo interno deve essere data la massima priorità al cuore di tutte le discussioni, ovvero la questione morale. Dalla sanità allo sviluppo e all’ambiente, passando per la gestione dei rifiuti, solo per citare alcuni spigoli vivi, riteniamo che in Regione sia arrivato il momento di dare un segnale forte. Dobbiamo mettere al centro della politica le fasce deboli, a maggior ragione in un quadro di crisi economica così disperato e drammatico come è quello che si vive da queste parti. E dobbiamo assolutamente scongiurare il serissimo pericolo di una Campania consegnata agli avversari, per i quali non è chiaro se siano davvero estranei da settori poco legali”.

A proposito di rapporti interpartitici, qual è il commento di Della Pia sulle posizioni dell’Udc?

Resta lampante il fatto che l’Udc sia alla ricerca disperata di caselle di quel potere che hanno nonostante siano un partito piccolo, e che vogliono mantenere a tutti i costi. Detto questo, dal nostro punto di vista abbiamo già da tempo chiarito che per poter instaurare un approccio seppur minimo di dialogo con loro fosse necessario che l’Udc si ritirasse da tutte le giunte territoriali nelle quali governa con il Pdl. Ciò non è stato e quindi la questione non si pone, anche in rispetto di quella chiarezza che vogliamo offrire all’elettorato. In ogni caso permangono in tutta la loro evidenza fortissime divergenze: loro sono per il nucleare, noi ci opponiamo con forza e stiamo lavorando ad un referendum per il no, ritenendo che la via sia quelle delle energie rinnovabili. Ma siamo diversi anche in relazione a temi come quello del diritto al lavoro. Venendo poi all’Irpinia, non possiamo non contestare la figura di Ciriaco De Mita, che volenti o nolenti, qui rappresenta il partito, con le sue responsabilità non secondarie anche sul degrado e i mille problemi che ancora porta con sé questa terra”.

Tornando al centrosinistra, parliamo di primarie. Sì, no, come e quando?

Lo dico subito, è uno mezzo che non mi piace. Ma se parliamo di coalizione e del pericolo che ci siano decisioni calate dall’alto, allora ben venga questo strumento per fare sintesi: sono giustificate dall’esigenza di democrazia. I tempi, è inutile negarlo, sono stretti. E’ impensabile, con gli accordi ancora in definizione, che per il 31 gennaio si possa aver definito un dialogo esaustivo tra tutte le anime del centrosinistra. Anche le primarie vanno incentrate sui programmi e, nella fattispecie regionale, sulla forte istanza di discontinuità rispetto al passato”.

Per quanto riguarda i nomi, chi piace e chi non piace, considerando che tra i papabili c’è anche l’assessore del Prc di Palazzo Santa Lucia, Corrado Gabriele?

Diciamo sì a Gabriele e non certo per la mera appartenenza al partito. Ritengo che l’assessore, per quanto inserito in una giunta regionale che non ci trova d’accordo, abbia fatto bene sul fronte della scuola e del lavoro, dando risposte concrete alla collettività, compresa quella irpina. Sono certo che il suo impegno non è passato inosservato, e la lungimirante legge regionale sull’occupazione, che porta la sua firma, ne è la più consistente dimostrazione. Discorso diametralmente opposto per il sindaco di Salerno. De Luca non ci piace, non solo perché non ha mai dialogato con le sinistre nelle sue esperienze di governo, ma anche perché troppo discorde dalla nostra è la sua idea di sviluppo”.

Infine uno sguardo alla vicina Puglia, con un commento sulla netta affermazione di Nichi Vendola alle primarie.

Vendola ci ha creato tanti problemi allo scorso congresso, minando ulteriormente la sinistra con l’ennesima scissione, questo è fuori di dubbio. Tuttavia non siamo mai stati un partito rancoroso, mostrando coerenza nello schierarci fin da subito al suo fianco in Puglia, dove è esponente onesto della sinistra. La sua vittoria alle primarie, in questa ottica, è un fatto estremamente positivo, per tutta l’area politica, ma anche per lui, che forse ha capito, dopo gli errori del passato, che la credibilità e la forza passano anche e soprattutto per il rispetto dei più diretti interlocutori”. (di Eddy Tarantino)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here