Alla sede dello Sdi. Corace e Di Lello: “Ritroviamo l’unità”

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Alla Federazione irpina della Rosa nel Pugno, un confronto critico ma facile apripista di una più serena unità. C’erano i big campani: Fausto Corace, Marco Di Lello, Gennaro Oliviero. I rappresentanti irpini: Luigi Mainolfi, Giovanni Acocella, Franco Addeo, Salvatore e Marco Alaia, Ulderico Pacia, Antonio Di Benedetto, Mattia Trofa, Giacomo Carpenito, Pino Vitale, Michele Casciello, Lello Gala, etc. etc. Maturo il dibattito che è venuto fuori. Tutti, nessuno escluso, hanno dimostrato la voglia di proseguire il percorso politico con lo Sdi, un partito che vuole crescere. Ma per farlo ha bisogno di raggiungere la pace dei sensi. Quella serenità di cui parlano in primis l’ex assessore regionale Marco Di Lello e il segretario dello Sdi campano Fausto Corace. Un appello all’unisono per ritrovare l’unità bandendo le polemiche. Un dialogo nel quale emergono posizioni lontane, ma non troppo. Ora tutti sono d’accordo per la convocazione di un Congresso – non c’è intesa sulla data di inizio dei lavori – che legittimi la guida della segreteria provinciale, ora “nelle mani di Mainolfi”, attaccato per la sua gestione apparsa troppo accentratrice, ma anche apprezzato per le sue doti politiche. Scuro in volto, almeno all’inizio, così appare Luigi Mainolfi che dinanzi ai suoi compagni ‘ribelli’ e non, mette i puntini sulle ‘i’ su una situazione interna che deve essere risolta senza dover ribadire concetti, sembra dire, triti e ritriti. “Si sa. Le regole ci sono. Vanno rispettate. Non c’è alcun problema”. Una frase che rimbomba e che non passa in secondo ordine considerata la bagarre sollevata dal gruppo aventiniano. Mainolfi comincia così: “Quando ho sentito della riunione, ho pensato: questa è la volta buona per chiarire e metterci sui binari giusti. Credo che sia un tentativo per far sapere al segretario regionale lo stato dell’arte e aspettare il suo contributo per fare uscire il partito da una situazione non simpatica. Siamo venuti a conoscenza di una decisione del Tribunale amministrativo della quale non conosciamo nemmeno le motivazioni (si riferisce alla sentenza del Tar che potrebbe azzerare le posizioni dello Sdi in Consiglio provinciale qualora non dovesse essere accolta dal Consiglio di Stato, la sospensiva richiesta dai consiglieri provinciali Giacomo Carpenito e Greco Trifone. Si saprà qualcosa di più nella giornata di lunedì, ndr). Ci siamo messi in movimento per capire la situazione. Avendo chiesto una sospensiva cautelare avevamo spinto la Provincia affinchè non convocasse il Consiglio. Abbiamo dovuto lavorare affinchè l’assise andasse deserta. Per quanto riguarda poi il Congresso provinciale, deve essere un’occasione utile al partito. Anche perché alcuni compagni appaiono sbandati. Riteniamo che non si possa fare un Congresso in pochi giorni. Aspettiamo quello nazionale mettendo in campo operazioni nel reciproco rispetto. Questa ci sembra una strada saggia. E’ chiaro che ognuno ha qualcosa da dire. Ma evitiamo le polemiche. Siamo in presenza di un confronto democratico. Un Congresso non può essere una conta. Siamo abituati a prepararci agli eventi. Oggi dobbiamo creare un clima nel quale si possa organizzare un Congresso utile a tutti. Le regole si rispettano. Non c’è alcun problema. Non c’è nemmeno la necessità di sottolineare il concetto. Non ritengo che ci siano argomenti politici programmatici degni di alimentare tensioni. Sul territorio abbiamo un partito con tante energie”.
Geppino De Francesco: “Evitiamo personalismi. Siamo un partito che ha una certa difficoltà a muoversi. Affinchè ci sia questo rilancio, è necessario che si vada al Congresso altrimenti avremmo un triumvirato”.
Vincenzo Buonomo: “E’ una situazione intollerabile. Si accusa il segretario di occupare tutto. Questo non è un tempo di vacche grasse. Il partito deve essere aperto a tutti”.
Ulderico Pacia: “Il Congresso provinciale si deve fare prima di quello nazionale. Alla fine di gennaio. Questa poca democrazia non è più ammissibile. Non esiste un’assemblea, non esiste un direttivo. Se questo è un partito, ditelo voi”. Franco Ferri: “Mettiamoci in cammino ritrovando la strada dei Socialisti”.
Marco Alaia: “Credo che ci sia un difetto di organizzazione, non disorganizzazione”.
Michele Casciello: “Non mi sento di avere occupato nulla se non la casa alla quale appartengo”. Dopo la sottolineatura che prende il plauso della platea diventa critico nei confronti della presidente della Provincia Alberta De Simone che non avrebbe rispettato gli alleati della coalizione convocando il Consiglio. “E’ impensabile che la Provincia ci pigli a schiaffi e noi non ci ribelliamo. Questo è un partito dormiente dove i consiglieri provinciali sono stati lasciati a se stessi”.
Mattia Trofa: “C’è un partito che ha un deficit a livello provinciale. Non ho avvertito per molto tempo un richiamo all’ordine, per le cose che non andavano. O si cambia registro, oppure…”. Morale della ‘favola’: “Io voglio le regole, cominciando con la costituzione di una Commissione di garanzia”. Intervento fiume a cui segue quello Giacomo Carpenito che mette innanzi, non prima di aver fatto il suo appello all’unità, la questione giudiziaria: “Entro lunedì dovremmo sapere la decisione del Consiglio di Stato per la richiesta della sospensiva. Per cui si vive tra una forza conseguente il consenso e una frustrazione dovuta a pura formalità. Mi auguro che venga ripristinata la legittimità dovuta. Io sono tranquillo”.
Atteso l’intervento di un Marco Di Lello ottimista e a tratti pungente nei confronti “di una sentenza che vedrebbe cancellati il consenso di 17 mila elettori. Credo che sia utile mettere l’entusiasmo senza dimenticare i competitori interni al centrosinistra. Ho sempre pensato che con una Margherita avellinese fatta di ex Popolari e con i Ds fermi a posizioni non riformiste, lo Sdi abbia una marcia in più. Pertanto canalizziamo l’entusiamo. Bisognerà conciliare tutte le esigenze. Anche perché siamo in presenza, di appuntamenti importanti. Ad Avellino l’approvazione del Puc e non solo. Abbiamo bisogno della massima serenità e celerità nei tempi. E’ necessario organizzare un dibattito senza andarci a sovrapporre alla scadenza delle politiche che è quanto mai vicina. Siamo, a causa di una legge truffaldina, costretti alla raccolta delle firme”. Un intervento che rispetta i tempi ‘europei’ ma non per questo non preciso. Tutt’altro. Messaggi chiari agli alleati di Palazzo Santa Lucia e dei Palazzi avellinesi ma soprattutto alla platea socialista. “C’è grande attenzione anche da parte nostra alle problematiche irpine. Sarete sempre voi a decidere contando sul sostegno dei vostri compagni”. E poi le conclusioni al segretario regionale Fausto Corace: “La capacità di ognuno di noi consiste nel sapersi riunire e ritrovarsi in un appuntamento che sia concreto. Da parte nostra non ci sarà alcuna intemperanza nonostante la ristrettezza dei tempi”.
Scambio di idee, alcune forti altre meno. Ma tutte indirizzate al rilancio del partito nel quale bisogna ritrovare il giusto clima e forse anche un metodo per un confronto più ‘frequente’ e dunque più dialogante. (di Teresa Lombardo)

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