Fma – 2009 anno nero: 2010 ancora senza prospettive

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Avellino – Ancora incerto il futuro degli insediamenti Fiat nella Regione Campania. Mentre l’amministratore delegato Marchionne continua a lavorare per ottenere dal Governo gli incentivi statali per l’acquisto di vetture Fiat in cambio del mantenimento del livello occupazionale, i riflettori vengono puntati su Termini Imerese e Pomigliano d’Arco, dimenticando gli altri due insediamenti produttivi in Irpinia: la FMA di Pratola Serra e la Irisbus di Flumeri.
La produzione degli autobus non sembra destare particolari preoccupazioni in quanto le commesse non mancano. Desta invece particolare preoccupazione la Fabbrica Motori Automobili, appunto la FMA dove la Fiat, in sinergia con la General Motors, produce motori diesel multijet per auto a grossa cilindrata.
Ma il mercato, quest’anno, ha giocato un tiro mancino: i consumatori hanno preferito avvalersi degli incentivi sulle piccole vetture, caratterizzate da un basso consumo, come le auto a metano o a gas. Questa tendenza ha inevitabilmente provocato un ridimensionamento della capacità produttiva della Fma e la necessaria decisione di ricorre alla Cassa Integrazione da parte dei quadri dirigenti. Il quadro, poi, è reso ancora più drammatico dal fallimento della Saab, che acquisiva la maggior parte dei motori proprio dalla stabilimento di Pianodardine.
Resta il fatto che dopo un 2009 critico, il 2010 non offre prospettive migliori. Nonostante proteste, manifestazioni e buchi tappati con approssimazione ancora oggi manca un piano industriale e il destino lavorativo di migliaia di operai è appeso ad un filo. La Fiat inoltre sta portando avanti una forte politica di delocalizzazione, anche a causa dell’alto costo del lavoro in Italia. È naturale che con queste premesse nascano insediamenti ‘più economici’ in Polonia, nei Paesi dell’Est Europeo e addirittura in Brasile mentre in Italia, al contrario, si continuano a chiudere i battenti.
Eppure un tempo la Fma. Così come la Ferrero, rappresentarono il fiore all’occhiello delle politiche di insediamento produttivo applicate circa 30anni fa. Innegabile, infatti, come anche se per un breve periodo, stabilimenti del genere abbiano risolto almeno in parte il problema occupazionale in Irpinia.
Ma da allora davvero tanto è cambiato e i dati restituiscono una situazione di totale incertezza dove ad aumentare è solo la disoccupazione.

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