Avellino – Un partito in cerca della sua linea e che risente, oggi più che mai, della mancanza di un quid in più. Le prospettive non proprio rosee del Partito Democratico stanno alimentando una difficile definizione delle candidature in vista delle prossime regionali dove tutto è ancora una incognita.
La difficile gestazione che sta caratterizzando la scelta dei candidati non fa altro che riflettere una situazione di crisi ben più profonda di un partito che dopo una lunga fase di solitudine e autosufficienza è costretto a fare i conti con un problema ancora più grande: la divisione interna. Spaccature che hanno creato una sorta di paralisi in cui ‘scegliere’ i nomi adatti appare impresa ardua. Soprattutto nella prospettiva di non voler alimentare ulteriori dissapori.
Anche il Pd irpino non si sottrae a questa dinamica e, con grande sacrificio, valuta i nomi ‘adatti’ da lanciare nella corsa verso Palazzo Santa Lucia.
Stando ai primi rumors, anche se in alcuni casi forse troppo prematuri, l’area legata ai franceschiniani sarebbe pronta a scommettere sull’avvocato Donato Pennetta e sull’ex presidente provinciale del partito Vanda Grassi.
L’anima bersaniana, quella legata alla corrente ‘Un senso alla nostra storia’ sarebbe pronta a rispondere lanciando nuovamente nell’arena elettorale Rosa D’Amelio, già assessore della giunta Bassolino ed attualmente presidente dell’Air Trasporti. Ancora ombre, invece, sul nome che rappresenterà ‘Territori e nuove generazioni’.
Sembra scontata infine, per l’area mariniana, la candidatura dell’ex segretario provinciale Franco Vittoria, attualmente dirigente nazionale del Pd insieme a Rosa D’Amelio.
Nomi forti per evitare, probabilmente, che nella corsa alla Regione possa ripetersi “l’errore” commesso alla Provincia e che avrebbe portato, secondo alcuni democratici irpini, non solo alla sconfitta ma anche alla ‘decapitazione’ dell’allora segretario provinciale.
Tralasciando il passato, nel Partito Democratico resta aperta l’ ipotesi di indire le Primarie per scegliere i cinque candidati, tesi sostenuta dal senatore Enzo De Luca che dopo Anzalone ha trovato la bocciatura anche da parte della D’Amelio. “Non è un mistero – ha affermato – che io sia una sostenitrice delle Primarie. Le ritengo uno strumento utile per scegliere presidenti di regione, di provincia, sindaci, ma non nel nostro caso. Abbiamo da poco eletto gli organismi dirigenti di partito ed è giusto che siano loro a scegliere i candidati dopo aver aperto un confronto con i circoli e con i territorio. Un partito serio sa scegliere, sa dire sì e sa dire no. E questo vale ancora di più in un momento delicato e difficile come questo”.
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