Rugby – La Partenope espugna il Ferrovia e un Avellino troppo docile

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Avellino – “Eppur si muove”, diceva Galileo e lo dice anche mister Rea, solo che il riferimento stavolta non è alla terra ma all’Avellino Rugby. Non è facile trovare le parole per commentare una batosta come quella odierna – a borgo Ferrovia i lupi hanno infatti perso 0-48 contro la Partenope di Pomigliano – ciò nonostante il trainer irpino ci prova. Senza nascondere difetti e patologie croniche del gruppo, emerse anche oggi spietatamente sul rettangolo di gioco, Rea vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, puntando proprio su quei segnali positivi che, malgrado tutto, non sono mancati nemmeno nella giornata odierna. Tre mete sfiorate di un pelo, netti progressi nella manovra, con i lupi finalmente più disinvolti nel gioco alla mano, i molti giovani buttati nella mischia a maturare per l’ovale in biancoverde che verrà: queste le buone nuove di giornata, in una sfida che soprattutto nella prima frazione è sembrata molto più equilibrata di quanto lo score possa far credere. Un atteggiamento mentale troppo remissivo invece il principale neo per i lupi, come ha dovuto constatare il tecnico, “spesso la loro forza è arrivata proprio dalle nostre debolezze”, e come ha sottolineato anche il presidente Roca a fine gara: “Ho notato in molti frangenti una diffusa mancanza di fiducia nei nostri mezzi”. Approccio mentale dimesso, insomma, che ha condannato i lupi ad archiviare il girone d’andata con la sconfitta più roboante di stagione.
In campo si capisce subito quale sarà il leitmotiv: la seconda della classe ad attaccare, lupi ad arginare. I rossoblù vantano un pacchetto di mischia più robusto e sfruttano quest’arma per scardinare Avellino. Dal canto loro i lupi provano a restare compatti e ordinati, riuscendo spesso e volentieri a contenere il pericolo. I guai arrivano quando l’azione parte da lontano. Lanciati in velocità gli arieti pomiglianesi fanno paura e i biancoverdi mostrano tutte le loro lacune – fisiche e mentali – nel placcaggio. Le quattro mete (due trasformate) del primo tempo seguono praticamente alla lettera questo canovaccio: Partenope che spinge, Avellino che contrattacca, ospiti che bucano la difesa di casa in contropiede. Nel mezzo i buoni spunti dei lupi, come si è detto, che non bastano in ogni caso a sovvertire lo 0-24 con cui si chiudono i primi 40 minuti.
La musica cambia nella ripresa, quando gli irpini non credono più nella possibilità di raddrizzare la gara e gli ospiti si limitano a controllare, sfruttando di tanto in tanto le ingenuità dei nostri per arrotondare il punteggio. E a complicare le cose in casa biancoverde si mette anche la cattiva sorte, con gli acciacchi di Bruno, Pericolo e Caliano, che costringono Rea a inventarsi di volta in volta nuove soluzioni in campo. Quattro anche nella ripresa le mete degli ospiti, che sommate alle due trasformazione realizzate, concretizzano lo 0-48 con cui termina la gara, mentre Avellino chiude all’attacco, sfiorando per l’ennesima volta quella meta che avrebbe comunque ampiamente meritato.
L’imperativo ora è voltare pagina. Quella che si chiude è un’annata tutto sommato positiva – lo ha evidenziato ancora oggi Antonio Roca, ricordando che bisogna ragionare per piccoli passi e che il vero lupo presumibilmente uscirà fuori tra un paio di anni – il 2010 dovrà quindi per forza di cose incanalarsi lungo questa direttrice. La pausa natalizia sarà lunga per la serie C della palla ovale, si tornerà in campo infatti il 17 gennaio, ma gli allenamenti proseguiranno senza sosta, come ha tenuto a rammentare ai suoi Luigi Rea. L’obiettivo è recuperare energie fisiche e mentali e concentrarsi sui limiti di gruppo ed individuali, per tornare subito alla vittoria nella prima di ritorno che vedrà Avellino in casa contro il battibile Vesuvio.
Intanto questo 20 dicembre 2009 dimostra di non essere tutto da buttare via: stamattina a Salerno ha infatti esordito l’under 14 che contro il Battipaglia si è imposta per 22-0. Davvero una splendida notizia in prospettiva.
Un augurio sentito ai piccoli rugbisti biancoverdi, sperando che anche grazie a loro continui la bella favola del rugby in Irpinia. (di Eddy Tarantino)

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