Il Prc di Avellino non condivide gli accordi di reciprocità approvati nel consiglio comunale per alcuni motivi inerenti la forma e la sostanza. “Prima di tutto – ha spiegato Costantino D’Argenio – la questione che più ci sta a cuore: negli accordi non c’è alcuna priorità per l’area dell’ex Isochimica, della quale noi riteniamo che la collettività avellinese debba farsi carico, per le conseguenze che quella fabbrica ha inflitto e infligge a tanti operai e cittadini, e che va assolutamente sottratta alla speculazione in favore della comunità della Ferrovia. Le priorità fissate negli accordi hanno pure degli elementi di novità che cogliamo con favore come la prospettiva di una mobilità su ferro che sia potenziata e la banda larga disponibile per tutti come infrastruttura pubblica, ma riteniamo che si debbano concretare in modo più incisivo molti aspetti per evitare che diventino solo enunciazioni di principio. Vediamo invece che i capitoli di spesa più dettagliati sono ancora una volta quelli relativi alla viabilità, in una logica vecchia di cementificazione e aumento dei flussi di traffico. E fin qui la sostanza, ma è anche la forma che non ci convince. E’ inaccettabile che il Consiglio Comunale sia costretto su questioni che riguardano il futuro della città ad agire in modo notarile, senza alcuna possibilità di un dibattito vero. Ma ne cogliamo la ragione, che sta all’origine di questa amministrazione. Quando si applicano criteri come quello del numero di voti per la formazione della Giunta, si ottengono due risultati: il primo è depauperare il consiglio comunale del consenso e del legame con la città, il secondo è avere una giunta che si sente legittimata ad agire in nome e per conto di se stessa, senza argini e controllo”.
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