Avellino – Potrebbe essere l’occasione di rinascita per San Tommaso a patto che il progetto di ricostruzione sia ben ponderato alle esigenze dei residenti. Con i 41 milioni di euro, già finanziati nell’ambito dei fondi Europa Piu, il popoloso rione potrebbe scrollarsi di dosso l’etichetta di ‘quartiere dormitorio’ e candidarsi ad essere parte integrante e funzionale della città. Il progetto presentato già durante la scorsa legislazione da Tony Cucciniello e Mattia Trofa e che trovò l’unanimità dell’amministrazione prevede la ricostruzione in lotti di palazzine adeguate alle norme in vigore.
Perché se c’è un grande punto interrogativo da superare è proprio quello riguardante la staticità degli immobili. “Il problema è valutare – spiega il consigliere dell’Idv Cucciniello – la staticità ed il carico delle strutture e capire se sono a norma rispetto alla legge in vigore. Si tratta di palazzi, quelli di rione San Tommaso, costruiti intorno agli anni ’40 e privi di ogni accorgimento antisismico. In questi casi, la ristrutturazione non serve se il problema è a monte”. Ma per poter ridare vita ad un quartiere tanto importante quanto ‘dimenticato’ è giusto partire dalla base: il suo popolo. “E’ impensabile – continua Cucciniello che conosce bene la realtà di cui parla – che i residenti non vengano coinvolti in una campagna informativa che li guarda da vicino. Bisogna partire dal basso della piramide e poi arrivare al vertice e non viceversa. Gli abitanti di San Tommaso non possono esser esclusi da un processo tanto importante. Sarebbe opportuno mettere in piedi più cabine di regia che mettano insieme Comune, Iacp, associazioni, e rappresentanti dei condomini e poi organizzare una assemblea cittadina che spieghi come cambierà il quartiere. Se è stato fatto per Rione Parco non vedo perché non possa esser fatto per San Tommaso”. Altro punto da chiarire: l’aumento demografico. Sono molte le richieste, giunte non solo per San Tommaso, di locazione ed acquisto da parte di cittadini del napoletano in città. Un ‘problema’ questo che se da un lato incrementa la popolazione avellinese, dall’altro richiede la costruzione di nuovi alloggi. “Il Puc approvato – continua ancora Cucciniello – non prevede per San Tommaso un aumento di unità di residenti se non minimo. Il progetto del Comune, invece, immagina che ci sia un incremento di circa 8mila persone. Questo provvedimento non va a cozzare con le linee del Piano Urbanistico?”. Ed ancora.
Si potrebbe immaginare per San Tommaso un raccordo tra centro e periferia magari istituendo un polo universitario. Con il trasloco del Centro Direzionale, infatti, si era pensato di ammagliare l’abitato con i punti di servizio. Tentativo di integrazione parzialmente riuscito. Quando si pensa a San Tommaso, però, non bisogna fare riferimento solo al quartiere, ma a tutta la sua estensione che va da Bellizzi alla Dogana. I fondi Europa Piu potrebbero rappresentare una grande opportunità ed è per questo che non bisogna perdere tempo”.
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