Rugby – Torna il sorriso in casa Avellino: col Nuceria lupi corsari

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Vittoria tonificante per l’Avellino Rugby con il Nuceria: i lupi erano chiamati al riscatto dopo un filotto di quattro sconfitte consecutive. Con l’ultima della classe vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma non sono certo mancate le gatte da pelare per il XV di Luigi Rea contro una squadra giovane e per nulla arrendevole. A premiare i lupi è stata la maggiore esperienza, quella stessa prerogativa che tante volte li ha condannati in passato e che invece oggi ha fatto incassare un rotondo 7-21 che risolleva la condizione mentale e soprattutto fa risalire la china in classifica.
Al Comunale di San Valentino Torio si parte alle 18.00 con i padroni di casa all’attacco. Il Nuceria è già in partita, Avellino no, e così i salernitani infilano la prima meta – e la susseguente trasformazione – dopo soli 5 minuti grazie anche alla solita ingenuità difensiva dei nostri. “Si è messa subito male, sembrava l’ennesima domenica bestiale”, dirà il mister avellinese a fine gara, ma il presagio per sua fortuna stavolta non si è materializzato. I 7 punti incassati scuotono immediatamente i lupi, che sanno di dover dettar legge oggi, e pian piano iniziano ad attrezzarsi per assolvere il compito. Ci pensa Rauseo a riportare poco dopo in gara i suoi: l’arma del piazzato funziona e così arrivano i primi tre punti. Ma il moto d’orgoglio non è esaurito, la squadra cresce, così come il pacchetto di mischia, anche oggi artefice di una convincente prova corale. Gli otto strapazzano gli avanti ospiti e lasciano i lupi spesso e volentieri ad un passo dalla meta. E a provarci prima o poi ci si riesce. Tocca al sanpotitese De Prizio farlo, per i 5 punti che valgono il sorpasso: 8-7. La fase centrale della frazione è caratterizzata da una costante pressione dei lupi, che riescono bene nel neutralizzare gli avversari, non altrettanto nel finalizzare. Bisognerà aspettare lo scadere infatti per l’allungo. L’11-7 arriva su piazzato e sempre ad opera di Rauseo a conferma del fatto che sfondare la linea nemica non è operazione delle più semplici.
Nella ripresa la musica non cambia. In casa Nuceria è esaurito l’effetto sorpresa dell’avvio, Avellino dal canto suo non ha problemi a controllare, ma forse nemmeno le forze per agognare al punto di bonus delle cinque mete di distacco e così la gara si incanala sui binari della noia. Gli sbadigli sono rotti intorno al 55esimo quando a smuovere lo score è Montefusco, con la meta che vale il 16-7 e poi il 18-7 grazie a Rauseo. L’apertura pochi minuti dopo chiude definitivamente la pratica, ancora con tre punti e ancora su piazzato.
“Adesso non cantiamo vittoria. Oggi era importante vincere e lo abbiamo fatto, uscendo da una brutta fase. Ma ora il calendario ci chiama ad affrontare le prime della classe, contro cui dobbiamo necessariamente crescere”: così ha commentato la partita il tecnico di Pomigliano, che ha sottolineato “l’ottimo impatto del pacchetto di mischia, soprattutto nelle ruck” ma anche “i troppi errori della ¾ in fase di trasmissione dell’ovale”. Sull’uomo simbolo nessun dubbio: è Montefusco, “capace di suonare la carica più di ogni altro”. Da rivedere Pericolo, “atleta fondamentale per noi e del quale aspetto con ansia il recupero della migliore condizione”, e Rauseo: “Molto bravo oggi sui calci – ha spiegato Rea – meno invece nel gioco alla mano”. Infine il solito, importante, sguardo al futuro, con l’allenatore dell’Avellino Rugby che rivolge l’ennesimo appello all’Irpinia: “L’organico finalmente c’è, ma tutto muore prima o poi se non c’è ricambio”. Chiaro il messaggio di Rea, diretto in questo caso agli insegnanti di educazione fisica delle scuole provinciali per invogliare i ragazzi a praticare questa disciplina tra le fila delle giovanili del sodalizio biancoverde.
Tornando invece al campionato, la settimana prossima non sarà affatto una passeggiata per i lupi, come anticipato dallo stesso trainer. Gli irpini faranno infatti visita alla schiacciasassi Sora, ancora imbattuta e prima in classifica in solitaria. Avellino negli ultimi tempi ci ha abituato ad esaltarsi con le grandi, chissà che in terra ciociara non arrivi già quella “verifica” tanto attesa da Rea. Sette giorni e lo sapremo. (di et)

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