Acs – Rsu e sindacati spingono per l’affidamento in house

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Avellino – Lo scorso 24 novembre, nella sede dell’Alto Calore Servizi spa, si è tenuto un incontro tra il Presidente Maselli, il Direttore Generale (in rappresentanza dell’Acs) e la Rsu (in rappresentanza dei lavoratori), supportata dalle Segreterie Provinciali di categoria. Durante l’incontro si sono analizzati tutti gli aspetti relativi al Decreto Ronchi ed alla sua nuova disciplina, in materia di affidamento del servizio idrico integrato. Sono stati affrontati i temi relativi all’applicazione della Legge evidenziando i vari particolari e valutando tutte le ipotesi di affidamento.
Dopo un’ampia ed articolata discussione, nell’ambito di un dibattito serio e costruttivo, tutti i presenti sono addivenuti alla conclusione che sola l’affidamento in house può dare una continuità di gestione pubblica, salvaguardare i posti di lavoro, tutelare il territorio servito ed i clienti utenti. E’ stato ribadito che l’Acs ha tutti i requisiti per avere questo affidamento compreso le condizioni di “eccezionalità”, a cui fa riferimento la Legge. Pertanto la Rsu ed i sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, Ugl, chiedono con forza a tutti i Sindaci ed al Presidente dell’Ato di valutare tutte le possibili strade da percorrere per giungere all’affidamento in house.
Tale appello viene rivolto anche Al Presidente della Provincia Sibilia. La Rsu avverte che una eventuale scelta verso il privato porterebbe a gravissime conseguenze, i lavoratori del settore, gli utenti che vedrebbero elevarsi i costi in bolletta e tutto il territorio servito, in quanto nessun privato metterà i propri soldi a disposizione delle comunità. Il privato valuta costi e benefici risparmiando sulla gestione e sul personale, aumentando le tariffe a carico dei cittadini, per avere un ritorno economico certo. “La Rsu chiede alla politica di fare la propria parte – si legge nella nota – e di non abbandonare l’Acs al giudizio fazioso di chi ha interessi di parte e sta denigrando quotidianamente la Società per portarla allo sfascio. In tante realtà Italiane ed Europee si è sperimentata la gestione privata del servizio ma oggi le stesse realtà stanno ritornando velocemente alla gestione pubblica. Cara e grave è stata questa sperimentazione per i cittadini e per le popolazioni servite”.

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