Sant’Angelo dei Lombardi – “Il terremoto in Abruzzo sia un’occasione di sviluppo per le popolazioni locali. Non deve ripetersi quanto accaduto in Irpinia dove si sono ricostruiti gli edifici ma non le comunità e ora si langue tra disoccupazione e spopolamento”. A riferirlo è l’Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, Mons. Francesco Alfano, in una intervista rilasciata all’Ign-Adnkronos.
A distanza di 29 anni, il ricordo del sisma che afflisse l’Irpinia non è mai svanito.
Mons. Alfano, alla guida dell’Arcidiocesi dal 2005, ricorda: “Le ferite non si sono mai rimarginate. Ma ora siamo dinanzi ad una svolta. L’Irpinia deve risorgere: credo si possa parlare del terremoto come di uno spartiacque – incalza l’Arcivescovo sottolineando come il carattere stesso degli irpini abbia subito un profondo mutamento – Io parlerei di delusione e scetticismo nei confronti di tutto e soprattutto verso il futuro: una specie di resa”.
“Dobbiamo riappropriarci della nostra storia – spiega – perché vogliamo far sentire la nostra voce che vale quanto quella degli altri. Bisogna uscire da quella cappa di sottomissione che abbiamo vissuto e subito. Dopo quasi trent’anni la ricostruzione si può dire in massima parte completata – osserva – Ci sono delle eccezioni, ma vanno valutate nel contesto. Non basta però ricostruire le mura. Le comunità devono riappropriarsi della storia e dello spazio che le ha caratterizzate. I centri storici dei nostri paesi sono dei gioielli, ma vanno valorizzati. Il vero problema – conclude – è che le comunità civili languono: assistiamo spaventosamente ad un nuovo esodo dei giovani”.
