Provincia – Consiglio: strade, commissioni ma… anche caos

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Avellino – Un consiglio provinciale caotico. L’unanimità di consensi registrata ieri a Palazzo Caracciolo sul tema dei rifiuti è stata sistematicamente smentita dalla seduta odierna che non ha offerto spunti troppo positivi sugli equilibri interni di maggioranza ed opposizione né sul coordinamento tra i vari organismi istituzionali, protagonisti – o almeno dovrebbero esserlo – dei passaggi pre consiliari.
Lavori disorganici e confusi in cui dalla discussione relativa alla provincializzazione di alcune strade si è passati alla valutazione della competenza delle commissioni. Argomento tirato in ballo a causa di una sorta di ‘disconoscimento’ del ruolo delle commissioni stesse che non verrebbero consultate prima della presentazione in aula di un qualsivoglia ordine del giorno. Le più tartassate, secondo le dichiarazioni rese in Consiglio, sarebbero il Bilancio e i lavori Pubblici. Ma al di là della competenza solo consultiva e non di indirizzo degli organi interni all’amministrazione, resta la presa d’atto di un disordine che oggi si è manifestato in tutta la sua evidenza rendendo la seduta ricca solo di nervosismi e non di risposte.
Come se non bastasse, poi, l’opposizione, in seguito ad una disputa di difficile comprensione con il presidente del Consiglio Vincenzo Alaia – ed in seguito ad una offesa lanciata a gran voce nel corso dell’intervento del consigliere Farina, da un cittadino costretto poi ad abbandonare l’aula – ha deciso di chiedere la verifica del numero legale lasciando tra i banchi i soli consiglieri Volpe, Caputo e Santoro. Insomma, tra situazioni in qualche caso pretestuose, una stanchezza generale e qualche palla presa al balzo, i lavori di oggi non sono apparsi propriamente ‘istituzionali’.
E dispiace constatare che a pagarne le spese sia stato l’intervento del Centrosinistra alternativo relativo allo stato di crisi, allo stanziamento dei fondi da parte del’amministrazione provinciale, e alle misure adottate e da adottare. Un intervento, illustrato da Amalio Santoro, che ha ricevuto l’appoggio di tutti i presenti che si sono accodati al grido d’allarme lanciato dal consigliere a tutela dei nuovi poveri, non solo quelli colpiti dalla crisi ma tutti coloro che stentano ad arrivare a fine mese in un panorama di disoccupazione, imprese verso la chiusura e proteste che portano a ben poco. “Ben vengano le misure anticrisi per le categorie in difficoltà – ha rimarcato Santoro – ma se apriamo l’intero capitolo povertà lo stanziamento, seppur utilissimo, appare una goccia nel mare”.
Tutti hanno accolto di buon grado la richiesta, indirizzata all’assessore Solimine, di ampliare il raggio d’azione della Provincia tutelando le fasce deboli nella loro globalità e non nella specifica contingenza.
L’ass.Solimine si è fatto carico della richiesta così come delle istanze illustrate al tal proposito dai consiglieri presenti ma certo l’importanza della questione non meritava di essere ridotta ad una disamina tanto approssimativa dovuta ad assenze studiate e richiedeva probabilmente una partecipazione ben più massiccia rispetto alla portata del problema.
Irresponsabilità?… Piuttosto un disorientamento generale, mettiamola così, dovuto anche all’idea – un po’ infelice – di convocare l’assise il sabato mattina, giorno in cui la ‘stanchezza’, fisica e mentale, non concede una grande lucidità. O almeno non concede quella ragionevolezza necessaria a gestire un consiglio provinciale in modo più fruttifero e meno… arruffone.

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