Nello sport, come nella vita, spesso si fatica, si evade dall’esprimere ciò che si pensa, rifugiandosi in luoghi comuni, frasi fatte o di circostanza, banalità che sfamano l’interesse poco critico del lettore/spettatore medio. La verità spesso attira antipatia, o peggio ancora viene, in taluni frangenti, confusa con presunzione o mancanza di umiltà. Trovare persone pronte a correre questo “rischio” è impresa ardua. E’ il caso di Cesare Pancotto, che in perfetto stile Jose Mourinho, non ha paura ad analizzare il match di domenica contro Bologna sotto una prospettiva tutt’altro che irreale. Da sempre, coach Lardo è ritenuto tra i migliori tecnici italiani in circolazione, uno dei pochi tecnici, secondo addetti ai lavori e non, in grado di fare la differenza dalla panchina, valorizzando al massimo gli uomini a disposizione. E’ ormai proverbiale il suo modo di intendere la pallacanestro, un basket ruvido, per la serie: “il miglior attacco è la difesa”, una difesa che da sempre, è il marchio di fabbrica delle sue squadre. Tutto lascia presagire che sia la “piccola” Avellino a dover adattarsi a tale tipo di gioco. Niente di più falso, secondo il coach dei lupi che, dall’alto dei suoi dodici punti in classifica e di un roster primeggiante in molteplici voci statistiche, sentenzia: “In questo momento siamo diventati la squadra che tiene vivo il campionato. Senza considerare Siena, attualmente possiamo far affidamento sulla migliore difesa del campionato: il mio scopo è far sì che Bologna si adatti al nostro tipo di gioco, al nostro attacco, così come alla nostra difesa. Sappiamo che il compito non sarà semplice ma, allo stato attuale, le statistiche e il gioco espresso dicono che Avellino ha le carte in regola per imporre il proprio sistema. Se i numeri e la cabala (i biancoverdi hanno vinto le ultime tre gare a Bologna) sono dalla parte dell’Air, il blasone, la tradizione, impongono rispetto e considerazione: “ C’è la certezza di affrontare una grande squadra, fuori casa, con tanti buoni giocatori, fisicamente più prestanti, abituati a confrontarsi ad alti livelli, il tutto di fronte ad un pubblico da sempre caldo e numeroso. Nella settimana di allenamenti che va completandosi, ho cercato di lavorare innanzitutto dal punto di vista psicologico. Sinora abbiamo avuto delle certezze, ora siamo consci del fatto che gli avversari cercano di limitare i nostri aspetti migliori. Da questo punto di vista possiamo dire che c’è stato un ritorno al passato, allo stesso approccio del precampionato. Vogliamo fare una partita intensa, concentrata, di grande determinazione difensiva ma allo stesso tempo, una partita di attacco, in cui ognuno deve cercare di dare la giusta componente di imprevedibilità”. Eccezion fatta per i problemi ad una mano di Dylewicz, l’infermeria di Avellino ha vissuto la sua settimana migliore dall’inizio del campionato. Lo stesso non può dirsi per Bologna, alle prese con la defezione di Blizzard (in campo andrà nuovamente il reintegrato Righetti) e le non perfette condizioni fisiche di Penn e Fajardo: “Così come non ci fasciamo la testa quando ci sono grossi problemi di organico, allo stesso modo non cantiamo vittoria se il nostro avversario ha elementi non al 100%.
PANCOTTO E LA NAZIONALE Recalcati ha lasciato la panchina azzurra ed anche il tecnico dei lupi vede in Pianigiani il suo possibile successore: “Recalcati ha rappresentato per la nazionale un grosso punto di riferimento. Mi auguro che la federazione abbia un progetto ed, in questo senso, per capacità individuale, organizzativa ed esperienza europea, Simone è sinonimo di garanzia ed affidabilità. In questi anni si è conquistato uno status di rispetto importante ed inoltre ha l’età giusta per cominciare un’avventura di questo tipo e per far crescere il movimento”.
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