Basket – Air, le specialità di Lauwers: triple e… crepes

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Belga classe ’79, di professione guardia tiratrice: è Dimitri Lauwers, uno dei volti nuovi dell’Air capolista. Ha poco del naturalizzato, vista la sua esperienza quinquennale in Italia con le canotte di Teramo, Scafati, Virtus Bologna e Varese. Battuta pronta, vena ironica che ben si sposa con il suo accento francese, “Doum”, questo da sempre il suo nick per familiari e amici, ha legato la sua carriera indissolubilmente al suo formidabile tiro da oltre l’arco.
IL TIRATORE LAUWERS – Potrebbe essere la sua epigrafe, parafrasando il Suonatore Jones dall’Antologia di Spoon River: …e se la gente scopre che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita. Forse l’etichetta dello specialista del tiro “pesante” lo ha limitato non rendendo giustizia alle sue qualità di lettura del gioco e allo spirito battagliero che profonde in difesa. “Cerco di fornire il mio contributo in ogni modo, ma è innegabile che la mia specialità è il tiro da tre. Non si tratta semplicemente di tirare. Bisogna utilizzare quest’arma nel momento più opportuno. Spesso i miei canestri sono importanti proprio perché arrivano in frangenti particolari. E’ evidente che per far tutto ciò bisogna operare delle scelte, una selezione nei tiri e ciò può limitarmi in termini di cifre assolute, quelle che spesso balzano all’occhio dell’osservatore medio”. Il fuciliere di Liegi, attualmente nono sia nella classifica del tiro da tre, con il 46,7%, che in quella per rendimento offensivo, non è preoccupato della regola che “alzerà l’asticella” a 6,75 metri: “La maggiore distanza dal canestro non mi impensierisce. Spesso mi capita di tirare con ampio margine rispetto agli attuali 6,25, anzi ciò potrà operare una selezione nella “categoria”: qualcuno potrà patirla. Penso che il conseguente ‘allargamento’ del campo di gioco aiuterà i penetratori, ma renderà ancora più difficile la marcatura su un buon tiratore”.
FUTURO DA COACH? – La guardia non nasconde il suo interesse per un futuro ruolo di allenatore come testimonia la sua presenza da spettatore al clinic provinciale tenuto la scorsa settimana al Del Mauro da coach Pancotto e dal preparatore atletico dei lupi, Lorenzo Giannetti. “Ho intenzione di seguire il corso ma sono ancora giovane e per ora vedo lontano il momento in cui chiudere la mia carriera”. Non può mancare il riferimento alla simpatica battuta di Pancotto: “Il coach ha dichiarato che con gli assistenti che si ritrova è sicuro di poter allenare fino a ottant’anni. Ora se gli esponessi questa mia intenzione non esiterebbe a dichiararsi pronto ad allungare la carriera fino a cent’anni”.
UN EX…POCO EX – Dopo Varese un’altra gara da ex: “In Lombardia ho vissuto un’esperienza emozionante conclusasi con la vittoria del campionato. Discorso diverso per la mia parentesi di soli due mesi a Bologna. La Virtus è l’unica formazione tra le mie ex squadre in cui non ho avuto modo di lasciare il segno. Non mi sento un vero ex: vado a Bologna come per una qualsiasi altra trasferta”. La guardia biancoverde non ha sassolini da togliersi dalle scarpe: “Sono arrivato alla fine di una stagione non positiva, la squadra era già stata in un buona parte rivoluzionata. Sono stato sfortunato a capitare lì in quel momento particolare”. La gara di domenica è alle porte e può spalancare agli uomini di Pancotto scenari inimmaginabili alla vigilia: “Bologna è sempre Bologna ma anche loro hanno dei problemi di infortuni (Collins, Blizzard fuori, Penn in forse, Fajardo acciaccato – ndr). Speriamo di sfruttare questo momento. Sono una squadra completa, esterni ma anche lunghi: l’atletismo di Sanikidze e Hurd, senza dimenticare Maggioli, mvp per tre anni di fila in Legadue. Restano favoriti nonostante la nostra attuale classifica”.
UN PIZZICO DI FORTUNA Lauwers analizza con estremo realismo le gare appena andate in archivio lanciando uno sguardo in avanti: “Non voglio frenare l’entusiasmo, ma esaminando con obiettività il nostro cammino, è evidente che siamo stati agevolati anche dalle problematiche altrui. Pesaro e Napoli non erano pronte, Varese era in piena emergenza ed in casa l’abbiamo spuntata due volte al supplementare. E’ giusto aver fiducia ed entusiasmo, ma bisogna essere realisti. Sebbene ci siano margini di miglioramento, ci sono roster che nel prosieguo potranno crescere più di noi. Squadre come Roma e Milano hanno organico, budget ed ambizioni superiori alle nostre”.
DOUM, IL PASTICCIERE – Lauwers non fa proclami ma è già entrato nel cuore dei tifosi a cui ha fatto degustare un’altra sua specialità, le crepes: “E’ nato tutto per gioco a casa di Antonio (Porta-ndr). Vedrò di farle assaggiare anche al presidente”: è l’ultima promessa di Doum.

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