Lavoro – Sibilia: “Non c’è industria senza infrastrutture”

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Avellino – Ottantamila iscritti ai Centri per l’Impiego della Provincia (numero arrotondato per difetto, ndr), oltre 7mila cassintegrati e circa 6mila lavoratori che negli ultimi anni sono stati costretti ad emigrare altrove, lontano dall’Irpinia, in cerca di fortuna. I numeri impietosi della crisi economica, di un malessere importante che investe la provincia, hanno fatto da cornice all’atteso convegno-dibattito che nella mattinata ha visto riuniti al tavolo con il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, il presidente di Palazzo Caracciolo, Cosimo Sibilia, l’assessore provinciale al lavoro, Giuseppe Solimine, il numero uno degli industriali irpini, Silvio Sarno, il segretario provinciale della Cisl, Mario Melchionna e il presidente del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, Donato Cataldo.

UN POLO DELL’ALTA FORMAZIONE – Un progetto ambizioso, una sfida all’intero Mezzogiorno: Giuseppe Solimine candida la città di Avellino ad ospitare un istituto di alta formazione professionale.
“Le politiche sociali – spiega Solimine – sono fondanti per uno Stato che vuole essere inclusivo. Il benessere di una nazione si vede anche nelle risposte che il Paese può offrire verso le categorie più disagiate e deboli. Oggi come territorio provinciale scontiamo il fenomeno dell’indifferenza. I nostri padri hanno saputo reagire alla catastrofe del terremoto facendo leva sui valori come la famiglia e il territorio. L’Irpinia è stata e dovrà essere ancora una terra laboriosa, ma pretende garanzie. Ed è per questo che la Provincia ha voluto fortemente l’istituzionalizzazione del tavolo anticrisi. Da qui parte, dunque, il progetto-sfida dell’Irpinia all’Italia. Le grandi opere legate alla mobilità devono essere una certezza così come il recupero dei fondi Fas, il rilancio dei settori automotive e concia, poiché condizioneranno il futuro dell’Irpinia. Ecco perché vorremmo candidare Avellino ad ospitare un istituto di alta formazione professionale, una opportunità unica per superare le tante difficoltà che affliggono la nostra provincia”.

IRPINIA, TERRITORIO CERNIERA TRA DUE MARI‘Un lembo orgoglioso del Sud’, la provincia di Avellino appunto, si prepara ad emanciparsi dal napolicentrismo che l’ha vista da sempre ‘dipendente’. O almeno è così che Cosimo Sibilia ha inteso spiegare alla platea della sala conferenze della Camera di Commercio la sua idea di rilancio della provincia.
Non c’è industria, non c’è lavoro senza infrastrutture – ha spiegato Sibilia – Per una Irpinia che ha un proprio sistema industriale, è presente un’altra realtà in cui mancano tante attrezzature logistiche. La nostra provincia sia terra di mezzo, sia cerniera tra i due mari, tra due aree dell’Europa, e non più periferia di Napoli”.

APPELLO AL GOVERNO – L’elenco delle vertenze che stanno mettendo in ginocchio l’industria irpina ha avuto spazio nell’intervento di Mario Melchionna, segretario provinciale della Cisl, che ha parlato alla platea a nome di tutte le organizzazioni sindacali. “L’Irpinia è l’unica provincia della Campania con un tasso di disoccupazione al di sotto del 10 per cento. Ma non per questo è un’isola felice. Le parti sociali chiedono al Governo sostegno per le famiglie, una minor tassazione per le imprese che investono e ai parlamentari di sentirsi veramente rappresentativi di questo territorio”.

Per Silvio Sarno “… il sistema imprenditoriale irpino si aspetta molto dall’azione del Governo. Per uscire dalla crisi, in Irpinia occorre un quadro più snello a sostegno delle imprese, di alleggerimento del carico fiscale”.

TERRITORIALITA’ E SANITA’ – Infine, Donato Cataldo si è soffermato su due aspetti principali del libro bianco sul lavoro: “Anche in prospettiva di un federalismo fiscale, nel libro bianco sul mercato del lavoro non si trova traccia dei Piani di Zona, Enti fondamentali in materia di Welfare. Inoltre, per quanto riguarda la Sanità pubblica, si legge della necessità si sopprimere molti ospedali generali per far posto a strutture specializzate. L’orizzonte è preoccupante perché nella nostra provincia insistono già poche strutture sanitarie e pensare di effettuare altri tagli potrebbe rappresentare un ostacolo maggiore per lo sviluppo delle aree interne della Regione”. (di Antonio Pirolo)

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