Accusato di furto: scagionato da Facebook e dai pancake

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Fino a oggi Facebook era stato usato nei processi solo per incastrare mariti infedeli e criminali che avevano lasciato incautamente sul sito le tracce delle proprie malefatte. Il social network americano può però rivelarsi anche un formidabile alibi davanti ai giudici. Ne è la prova un minorenne di New York che i giudici hanno prosciolto dall’accusa di furto grazie alle prove fornite da Facebook. I legali del giovane sono infatti riusciti a dimostrare che al momento del furto in questione il ragazzo si trovava da tutt’altra parte della città, ad Harlem, e che stava chattando con la sua ragazza su Facebook. Constatato il tracciato elettronico del computer dell’imputato i giudici lo hanno immediatamente rilasciato, dopo averlo però trattenuto in carcere per 12 giorni.
Oltre al social network il ragazzo deve ringraziare anche il suo debole per i dolci. Un minuto prima del furto di cui è stato accusato, si era connesso a Facebook per chiedere alla sua ragazza dove si trovassero i suoi pancake.

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