Il Pd secondo Todisco: “La nostra è unità solo di facciata”

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Avellino – Doveva essere unità, ma a quanto sembra il Partito Democratico avellinese arranca a ritrovare armonia se non quella statica e piatta di facciata. I buoni propositi c’erano tutti fino all’indomani delle Primarie. “Dal 26 ottobre il Pd avrà una sola grande anima” avevano affermato a più riprese i diretti interessati delle tre mozioni ed invece i democratici sono punto e a capo. Mentre Adiglietti apre al dialogo con l’area di Franceschini, a ‘farne le spese’ è stato il capogruppo degli ex diesse in Consiglio comunale Francesco Todisco, delegato regionale per l’area Bersani della mozione “Un senso alla nostra storia”.

Unità: la nuova parola d’ordine del Pd. Ma a conti fatti, le fibrillazioni interne continuano e persistono. Come mai?
“In realtà la fase congressuale non si è conclusa. Abbiamo da eleggere l’organismo provinciale del Partito Democratico e sarebbe scelta saggia rinviare ogni discussione a livello nazionale e regionale a quadro ultimato. Abbiamo meno di un mese per riunire i delegati provinciali e avviare la nostra fase congressuale”.

Come affronta la mozione Bersani questa fase di dialogo?
“Ben venga il confronto, tra le tre mozioni, purché sia vero e leale. Bisogna garantire il pluralismo, fonte di ricchezza per il partito, e mantenere una linea programmatica, piuttosto che un’altra. Bersani ha prevalso e Franceschini ha incassato con dignità la sconfitta. Ed il giorno dopo si è avviato un lavoro all’insegna dell’unità…. cosa non avvenuta a livello provinciale”.

In definitiva manca unità… giusto?
“Il Pd locale vive in un falso unanimismo. Si parla di unità, ma è solo di facciata. La vera unità è nei sentimenti, nel bene che si vuole al Partito Democratico, nel non annacquare i processi di confronto. I mali del Pd sono iniziati ad emergere dopo il congresso provinciale che ha sancito una falsa unità”.

Come proseguire, allora, questo percorso su doppio binario. Adiglietti sembrerebbe aprire a Galasso e De Luca… e lei?
“Adiglietti ha ribadito che la linea della mozione Bersani resta immutata come anche gli altri tre consiglieri comunali (Barbaro, Negrone e Iacovacci, ndr). A questo punto, l’avvicendamento del capogruppo consiliare resta incomprensibile. Se sono stato sostituito con Iacovacci significa che qualcosa sta cambiando e l’incontro che hanno tenuto ne è la prova. L’avvicinamento alla linea franceschiniana è tangibile, anche se con il primo cittadino Galasso continuiamo a non trovare argomenti di discussione”.

Ed in merito alla sua ‘rimozione’, quale sarà l’atteggiamento che adotterà?
“A breve capiremo e chiariremo quali sono state le ragioni dell’avvicendamento. Per quanto riguarda la mia posizione al momento resto nel gruppo, ma sarà imminente un confronto con il coordinamento provinciale dell’area Bersani. Ringrazio il consigliere Lo Guercio per la sua lealtà nei miei confronti e in quelli dell’intero gruppo. I problemi con il sindaco Galasso restano. Sono stati compiuti errori nella formulazione della Giunta. Il sindaco non si è confrontato con gli altri consiglieri escludendo dall’Esecutivo una parte del Partito Democratico importante. Anche in questo caso, Galasso si è posto erroneamente nei confronti del Pd”. (mar.ma)

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