“Quando abbiamo commentato la tragedia di Eboli qualcuno ha voluto tacciarci di fare sciacallaggio. Ora, purtroppo, dobbiamo commentare altre due vittime. Sono sconcertato e afflitto. Provo un grande senso di inutilità. Credo che davvero qualcuno debba interrogare la propria coscienza su quanto sta capitando all’interno del Corpo di Polizia Penitenziaria. Non voglio aggiungere nessun altro commento perché oramai l’insensibilità dell’amministrazione e la distanza del Ministro non meritano nemmeno più questo. Conoscevo personalmente il collega. Mai avrei pensato che avrebbe potuto fare una cosa simile. Evidentemente c’è un male oscuro che colpisce la Polizia Penitenziaria. Non so se sia o meno burn – out, so solo che i nostri disperati allarmi sono caduti nel vuoto ed ora registriamo l’ennesima tragedia. Quando finirà questa ecatombe? Quando Ionta ed Alfano troveranno voglia e tempo per ragionare di questo dramma che si consuma all’interno dei penitenziari? Quando la stampa e la società capiranno che il personale penitenziario è oramai all’esasperazione assoluta. Umiliati, percossi, offesi. Come si può reggere a tale pressione nella certezza di essere dimenticati e ignorati ?”.
Questo il commento di Eugenio Sarno (Uil Pa) alla tragedia avvenuta a Monteforte Irpino dove un assistente capo della Polizia Penitenziaria, in servizio al carcere di Bellizzi Irpino, con la pistola d’ordinanza ha prima ammazzato la consorte e poi si è tolto la vita. L’agente penitenziario aveva svolto regolarmente in mattinata il suo turno di servizio senza dare alcun segno di depressione o nervosismo
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