Rugby – Avellino sciupa e Formia non perdona: 13-18 il finale

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Un Avellino Rugby sciupone e un po’ ingenuo, ma anche tanto sfortunato, getta alle ortiche la possibilità di bagnare con una vittoria il debutto casalingo nel campionato interregionale di serie C. Sull’impianto di Borgo Ferrovia a conquistare i quattro punti è infatti il Formia – 13 a 18 lo score – che ha avuto ragione dei lupi dopo una gara equilibrata e spesso entusiasmante, grazie alla sagacia e alla concentrazione con cui ha gestito i momenti cruciali. Davvero peccato per la truppa di Rea, che ha avuto più di un’occasione per chiudere il match, prima di capitolare nel finale sotto i piazzati dei latinensi. Una sconfitta, contro un avversario alla portata, che brucia e non poco, come testimonia anche il lungo faccia a faccia negli spogliatoi dei lupi a fine gara. Ma come si dice: sbagliando s’impara. Ed Avellino potrà senz’altro fare tesoro degli errori di oggi per continuare a crescere e ritornare alla vittoria quanto prima.
“Nonostante la fortuna ci abbia dato una bella mano in molte circostanze – ha detto il trainer di Pomigliano nel post-gara – non abbiamo saputo approfittarne, regalando agli avversari quelle tre punizioni da posizione centrale che poi ci hanno condannato”. Rea parla di inesperienza ma anche di un pizzico di negligenza e fissa così gli aspetti sui quali bisognerà lavorare in settimana: “Molti giovani devono impegnarsi maggiormente nella comprensione delle regole, che come la partita di oggi ha dimostrato possono influire e non poco sugli errori individuali, poi bisognerà concentrarci sui placcaggi (quelli sbagliati hanno spesso e volentieri condannato il XV di casa oggi, ndr) e sulla linea dei ¾, un reparto che va registrato e puntellato”.

LA CRONACA – Partono bene i biancoverdi, che dopo pochi minuti sono già in zona meta. Formia si difende come può e sventa la minaccia in due occasioni, ma è un monologo dei lupi, che si concretizza al decimo quando Danilo Allocca approfitta di uno svarione difensivo dei bianco blu e si invola a schiacciare i primi 5 punti. La trasformazione di Rauseo, impiegato oggi come estremo, è però imprecisa e non arrivano i due punti aggiuntivi per l’allungo. Il colpo non abbatte Formia che anzi si riorganizza in fretta e si spinge in avanti alla ricerca del riscatto. La pressione degli ospiti è costante, con Avellino costretto a difendere sulla propria linea di meta per alcuni minuti. A dare una mano ai laziali è però proprio il XV di casa che perde per espulsione temporanea Scala in un momento delicato, e incassa il prepotente pareggio ospite – anche in questo caso non trasformato – pochi secondi dopo.
Dopo le due rispettive fiammate le squadre si placano, attente più a non prenderle che ad attaccare. Rea vuole la vittoria ed effettua il primo cambio al 30esimo, sostituendo il più regolare De Feo con l’estroso Romano Borriello allo scopo di dare maggiore vivacità alla manovra offensiva. Due minuti dopo arriva l’auspicato sorpasso dei lupi, lo firma Rauseo su piazzato da posizione invitante. Non succede più nulla fino all’intervallo che arriva dunque sull’8-5 per i padroni di casa.
La ripresa registra un doppio cambio per i lupi, con l’ingresso di Grassi come mediano di mischia al posto di Caliano, e l’uscita del tallonatore Console per fare spazio a Picariello (un gradito ritorno quello del forte atleta irpino, reduce da due stagioni in serie B con il Sannio, ndr). Ma le mosse di Rea non sortiscono l’effetto sperato, anzi per i lupi è doccia gelata quando al terzo minuto Formia torna in meta dopo uno slalom in solitario sul quale forse gli irpini non sono esenti da colpe. I bianco blu puniscono ulteriormente i lupi mettendo dentro anche il calcio aggiuntivo che significa sette punti complessivi e parziale di 8-12.
Avellino è stordito, ma è vietato arrendersi. E così Mernone e compagni provano a rialzarsi, sospinti dal calore dei circa 150 sostenitori sugli spalti. Ci riescono. Gettando il cuore oltre l’ostacolo i rugbisti avellinesi guadagnano metri su metri ad un attentissimo Formia e in almeno un paio di circostanze sfiorano la meta (dubbia in tal senso una decisione arbitrale su palla schiacciata da Grassi, ndr). Il premio agli sforzi profusi arriva al ventesimo quando D. Allocca è furbo nell’intercettare un calcio di alleggerimento e bravo nel depositare l’ovale a terra per il nuovo vantaggio: 13-12.
Sembra fatta, ma Avellino non ha fatto i conti con lo spirito indomito dei laziali. Il primo campanello d’allarme arriva infatti 5 minuti dopo, quando gli ospiti falliscono clamorosamente un piazzato dal centro dei pali. Rea corre ai ripari, mettendo forze fresche in campo: esce Cecaro ed entra Liguori. Ma Formia resta in attacco, nonostante i biancoverdi siano abili nel chiudere ogni spazio. I bianco blu capiscono che sfondare è quasi impossibile e allora cercano di guadagnare metri per sfruttare l’arma del piazzato: risulterà una mossa azzeccata, con i tre punti del 30esimo e del 40esimo con cui fissano il definitivo 13-18. Nel mezzo c’è l’ultimo cambio dei lupi con Virzì che subentra a capitan Mernone, ma Avellino non ha più le energie per provare a riacciuffare la gara e così – complici per la verità anche alcuni esperimenti di troppo sulla formazione – la sconfitta è inevitabile.

PROSSIMO TURNO – Il calendario non sorregge la voglia di riscatto dei lupi, che domenica prossima si troveranno ospiti del Torre del Greco, una delle compagini meglio attrezzate per la vittoria finale del torneo. Inutile dire che solo una prestazione straordinaria potrebbe sovvertire il pronostico sfavorevole, in ogni caso mai dire mai: la voglia di risalire la china e di dimostrare che l’Avellino Rugby c’è, insieme al probabile apporto del pubblico amico – i vesuviani sono infatti alle prese con l’indisponibilità del campo e non è escluso che venga richiesta l’inversione in Federazione nelle prossime ore – potrebbero risultare elementi determinanti per la difficile impresa. (di Eddy Tarantino)

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